Odg-Fnsi: non intimidire i giornalisti

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berlusconi_tartaglia.jpgFerma condanna dell’aggressione di domenica scorsa al presidente del Consiglio Berlusconi, ma altrettanto dura censura contro il tentativo di additare come “mandanti” dell’atto di violenza giornalisti e organi di informazione. La Federazione nazionale della stampa e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti alzano la voce in difesa dei cronisti, contro il tentativo da parte di alcune forze politiche, di fare dei giornalisti i colpevoli dell’accaduto. “La gravissima aggressione di domenica sera ai danni del Presidente del Consiglio – si legge in un comunicato del sindacato unitario dei giornalisti – che è stata condannata in modo tempestivo e inequivocabile da tutti i media italiani e dalla Federazione della Stampa, sta diventando il pretesto per un tentativo di intimidire e imbavagliare voci del giornalismo italiano che hanno l’unico torto di aver espresso posizioni critiche nei confronti del governo e del suo leader”. Per questo la Fnsi esprime alle “redazioni e ai colleghi sotto tiro” la propria solidarietà. Questi, continua il comunicato “hanno lo stesso diritto di esprimere le loro posizioni che hanno i colleghi di orientamento molto diverso dal loro e che, altrettanto legittimamente, esprimono totale sostegno al governo e all’azione del presidente Berlusconi”. “Chi si ingegna ad individuare i mandanti morali dell’aggressore di Milano fra i giornalisti – conclude la nota – sta dando un contributo potente all’ulteriore avvelenamento del clima del Paese. Difenderemo nel modo più intransigente il diritto di ogni giornalista italiano di dissentire o di consentire – naturalmente nel rispetto della deontologia professionale – senza per questo dover finire su liste che nessun politico ha il diritto di compilare”. Infine il sindacato pone l’accento sulle proposte legislative seguite all’aggressione, soprattutto legate al mondo del web “In questo clima – scrive la Fnsi – il sindacato dei giornalisti vede avanzare allarmanti propositi legislativi di rendere più difficile l’attività dei siti di informazione sulla rete. Gli incitamenti alla violenza vanno perseguiti senza esitazione, in rete e altrove, ma non possono diventare la leva per manovre censorie”. Dello stesso tenore il comunicato dell’Ordine dei giornalisti, che esprimendo “piena e convinta solidarietà al presidente del Consiglio dei ministri per l’ignobile e grave aggressione subita a Milano”, non manca di respingere “con sdegno l’intollerabile tentativo di additare quali mandanti dell’atto di violenza giornalisti e organi di informazione”. Anche l’Odg riprende i provvedimenti proposti contro il web. “Questa vicenda – si legge nella nota – non può in alcun modo diventare pretesto per assumere provvedimenti che possano comprimere la democrazia e la cittadinanza digitale. Quelle che si ipotizzano all’esame del Consiglio dei ministri rischiano di diventare vere e proprie leggi speciali per ridimensionare la libertà della rete e in rete, attraverso la censura preventiva, filtri telematici per non consentire la lettura di siti internet, oscuramento di pagine web”. Secondo l’Ordine “gli strumenti per combattere i reati ci sono già: il codice penale e le legge sulla privacy.