Ok Fuortes, in Rai abbiamo un problema. Il Tg1 chiede un incontro

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Papa Francesco - Foto di Mikdev da Pixabay

A giugno 2021 il grido d’allarme, ora l’appello all’ad Rai Carlo Fuortes. L’help arriva forte e chiaro da Saxa Rubra e in particolare dai 161 giornalisti che confezionano il notiziario della Rete ammiraglia. Ogni sera alle 20 il Tg1 lo guardano oltre quattro milioni di persone. E una tv su quattro a quell’ora resta ferma su Rai1. Eppure la redazione – a giudicare dal documento approvato a giugno scorso – non è affatto soddisfatta. E ora il cdr – a quanto apprende AdgInforma.it – ha deciso di chiedere un incontro (per iscritto) al nuovo amministratore delegato. Una missiva di benvenuto, nessuna polemica e fondamentalmente la richiesta di un’apertura di dialogo con il settimo piano. Poche righe in cui genericamente si rammentano problemi di tagli a risorse e personale. E si coglie l’occasione per raccomandare in particolare che a seguire il Papa nelle sue missioni all’estero continuino ad essere due inviati del Tg1 e non solo uno, per consentire di svolgere al meglio il racconto del viaggio di Francesco che poi, tra l’altro, viene rivenduto dalla Rai a decine dei Paesi nel mondo. Una scelta che sarebbe gradita anche in Vaticano… La lettera, inviata per conoscenza anche al direttore Giuseppe Carboni e alla direttrice Giuseppina Paterniti (capo della Direzione Editoriale per l’Offerta Informativa), vuole inoltre richiamare l’attenzione su una serie di criticità – in parte cominciate con la pandemia – che sembrano destinate a rimanere. Se Fuortes vorrà sedersi al tavolo con il Cdr del Tg1 (e con l’Usigrai), scoprirà che di lavoro da fare ce n’è parecchio.

IL CDR INFATTI LAMENTA da tempo la perdita di edizioni e di rubriche. Il rapporto con la Rete, a partire dalla gestione di Uno Mattina, non decolla anzi. Il sito internet del Tg1 è in una situazione “inaccettabile”. Ci lavorano due giornalisti e il caporedattore della redazione Internet, Manuela De Luca, deve essere sostituita da più di un anno! Il lavoro – sia quotidiano che di approfondimento – viene condizionato da procedure burocratiche e continui impedimenti. E si registra l’esclusione dal ciclo produttivo di singoli colleghi. I giornalisti – si sente ripetere nei corridoi del notiziario – dovrebbero stare “più sul campo e meno davanti alle agenzie”. Una redazione in cui “la riunione di sommario deve tornare luogo di confronto di idee, dibattito e coinvolgimento, non la mera produzione di una lista di servizi”. Un messaggio forte e chiaro anche per Carboni che guida il Tg1. Ma soprattutto un SOS per chi ora è al timone della nave Rai e ad ottobre deve decidere se cambiare l’albero maestro del Tg1…

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