Oscar, “Nomadland” trionfa come miglior film. L’Italia resta a secco

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MINARI_00003_RC Alan S. Kim, Yuh-Jung Youn Director Lee Isaac Chung Credit: Melissa Lukenbaugh/A24. Foto da Ufficio stampa Sky.

Si è svolta nella nottata italiana l’attesissima cerimonia di assegnazione dei premi Oscar. Nottata che, a dire il vero, di italiano ha avuto purtroppo ben poco, dato che nessuna delle 3 candidature “nostrane” è riuscita a spuntarla ed a conquistare la statuetta. Delusione quindi sia per Laura Pausini, candidata per la miglior canzone originale con Io sì (per la quale aveva vinto il Golden Globe) tratta dal film La vita davanti a sé di Edoardo Ponti, sia per Pinocchio di Matteo Garrone, in corsa per il miglior trucco e per i migliori costumi. Nel primo caso a trionfare è stato il brano Fight for You di H.E.R., Dernst Emile II e Tiara Thomas, dal film Judas and the Black Messiah di Shaka King. Quanto al trucco ed ai costumi, la statuetta è andata in entrambi i casi a Ma Rainey’s Black Bottom.

Lo scenario scelto per questa 93º edizione è stato quello della suggestiva Union Station di Los Angeles, adornata in maniera elegante e colorata. La cerimonia, come prevedibile, ha risentito della situazione legata alla pandemia. Sebbene la maggior parte degli artisti fosse presente nella sala dove si è svolto l’evento, molti altri erano infatti dislocati al Dolby Theatre ed altri ancora in collegamento video dai loro Paesi di provenienza. Tornando ai premi, il trionfatore principale della serata è senza dubbio Nomadland, grande favorito della vigilia che conquista tre delle più ambite statuette, quella per il miglior film, quella per la miglior regia con Chloe Zhao (prima donna non bianca a vincere in questa categoria) e quella per la miglior attrice protagonista con Frances McDormand, al suo terzo Oscar vinto. Se i riconoscimenti appena citati erano abbastanza pronosticabili, la vera sorpresa è arrivata invece con il premio per il miglior attore protagonista, che è stato assegnato all’83enne Anthony Hopkins per The Father, nonostante tutte le previsioni andassero nella direzione di Chadwick Boseman, scomparso lo scorso agosto, candidato postumo per il suo ruolo in Ma Rainey’s Black Bottom. Hopkins, che si trova attualmente in Galles, sua terra d’origine, non ha potuto partecipare alla cerimonia e, causa rischio Covid, neppure raggiungere il British Film Institute di Londra per accettare formalmente il premio. In sua vece, sempre da Londra, avrebbe dovuto effettuare il discorso di ringraziamento Olivia Colman, co-protagonista nel film. Tuttavia ciò non è avvenuto, generando così un piccolo giallo, alcune polemiche e un imbarazzante buco nella scaletta.

Quanto agli altri riconoscimenti, la statuetta per la miglior sceneggiatura originale è andata a Emerald Fennel per Una donna promettente, mentre quella per la miglior sceneggiatura non originale a Christopher Hampton e Florian Zeller per The Father stesso. Il miglior attore non protagonista è Daniel Kaluuya (Judas and the Black Messiah) e la miglior attrice non protagonista la 73enne sudcoreana Yuh-Jung Youn, premiata per il suo ruolo in Minari di Lee Isaac Chung. Il miglior film d’animazione è Soul di Pete Docter e Dana Murray, che vince anche per la miglior colonna sonora. Due statuette anche per Mank di David Fincher, miglior scenografia e miglior fotografia, così come per Sound of Metal di Darius Marder, che si aggiudica il premio per il miglior sonoro e per il miglior montaggio. L’Oscar per il miglior documentario va invece a Il mio amico in fondo al mare di Pippa Ehrlich, James Reed and Craig Foster, quello per il miglior cortometraggio a Due Estranei di Travon Free e Martin Desmond Roe, mentre il miglior corto d’animazione è Se succede qualcosa vi voglio bene di Michael Govier e Will McCormack, ed il miglior corto documentario Colette di Anthony Giacchino e Alice Doyard. Ancora niente Oscar per Christopher Nolan, il suo fantascientifico Tenet deve “accontentarsi” della statuetta per i migliori effetti speciali. A conquistare uno dei più ambiti premi è invece Thomas Vinterberg, che vede assegnare al suo Un altro giro il riconoscimento come miglior film straniero. Il regista danese, salito sul palco per ritirare il premio, regala ai presenti ed ai telespettatori uno dei momenti più emozionanti della serata, ricordando con commozione la giovane figlia Ida, morta in un incidente stradale poco tempo prima dell’inizio delle riprese del film. Altro momento carico di emozione, quello legato al consueto rito dell’ “In Memoriam”, con il quale vengono ricordati, attraverso un filmato, gli artisti del cinema scomparsi nell’ultimo anno. Tra di loro quest’anno, leggende del calibro di Sean Connery ed Ennio Morricone.

Sky trasmetterà alcuni dei film premiati – Alcuni tra i film freschi di Oscar sono già, o saranno ben presto, trasmessi in Italia sul piccolo schermo. Su Sky Cinema 2 ad esempio, mercoledì 5 maggio alle 21,25 sarà trasmesso Minari, premiato ai Golden Globe come miglior film straniero e per il quale, come detto, Yuh-Jung Youn ha conquistato l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Sempre su Sky Cinema arriverà prossimamente anche Tenet, lo spy-action fantascientifico di Christopher Nolan, già disponibile in pay-per-view nella sezione Primafila. Su Primafila Premiere è visibile poi anche  Judas and the Black Messiah, con in tasca l’Oscar per il miglior attore non protagonista e per la miglior canzone originale.

 

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