Ottobre nero per i quotidiani: crollano le vendite in edicola

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quotidianiI giornali come la borsa. Quello passato è stato un mese difficile per i quotidiani di casa nostra che, come i listini azionari, hanno vissuto un vero e proprio ottobre nero. Tutti le più importanti testate nazionali hanno fatto segnare perdite di copie nelle vendite. Procedendo in ordine decrescente di contrazione, è il Giornale di Alessandro Sallusti ad aver perso più di tutti, lasciando in edicola il 14,5% di copie in più e diffondendo ad ottobre 157,5 mila copie. A settembre, la variazione sullo stesso mese del 2010 era ancora negativa, ma più forte: -19,5%. In calo dell’8,3% anche le vendite della Gazzetta dello sport, che retrocede a quota 273,5 mila copie. A svantaggio del quotidiano diretto da Andrea Monti c’è anche e soprattutto un calendario di eventi sportivi meno ricco e i risultati poco entusiasmanti dell’Inter in campionato. Rispetto a settembre, comunque, la Rosea ha lasciato sul terreno 45,8 mila copie. A parziale consolazione, fanno sapere da Rcs, alle copie cartacee vanno aggiunte per la Gazzetta dello sport “11 mila edizioni digitali, in costante crescita e non contraendo nemmeno alla fine delle ferie estive”, superando così il timore che l’uso dei nuovi media fosse legato alla mobilità degli italiani vacanzieri. Perdite copiose di copie anche per “Libero” che scende sotto le 100 mila copie. Il dato sfiora le 99 mila copie, in calo del 4,9%, con un andamento leggermente migliore rispetto al -5,2% di settembre. In Viale Majno, intanto, è in partenza il supplemento sui “Nuovi imperi”, 16 fascicoli in regalo col quotidiano, e sono arrivati da Roma a rafforzare l’organico milanese 4 redattori. Il tutto aspettando per il 28 novembre la pronuncia del Tar sulla liceità dei finanziamenti pubblici ricevuti. Sempre col segno negativo davanti, ma più contenuto, c’è anche Repubblica che si attesta sulle 433,2 mila copie, giù del 2,4%. È pur vero, comunque, che il giornale guidato da Ezio Mauro per tutti e due i mesi estivi e anche per settembre si era mantenuto stabile nelle diffusioni. Diminuiscono poi le diffusioni della Stampa di Torino e del Messaggero. Se quest’ultimo rinuncia all’1,5%, indietreggiando poco al di sotto delle 182,3 mila copie, il giornale diretto da Mario Calabresi passa in territorio negativo (-1,9% con 265,6 mila copie vendute) dopo essere cresciuto a settembre. A Torino, l’Editoriale ha deciso di creare una nuova divisione Ricavi, affidata al dg della concessionaria interna Pk Maurizio Scanavino, proprio per individuare nuovi filoni di crescita per il giornale. Ma ottobre non è stata una Caporetto proprio per tutti, c’è anche chi ha iniziato a migliorato le diffusioni, seppur con incrementi modesti. Il notiziario ricco dello scorso mese tra crisi di governo, crisi dei mercati internazionali e loro correlazione ha spinto per esempio le vendite del quotidiano diretto da Ferruccio de Bortoli. Il Corriere della Sera avanza dello 0,3% con 460,5 mila copie rispetto allo stesso mese del 2010. La crescita è contenuta ma per Via Solferino il trend al rialzo segna soprattutto l’inversione di rotta rispetto allo scorso settembre quando arretrava dell’1,4%. In aggiunta, a ottobre, la testata può contare pure su 30 mila edizioni digitali. Meglio di tutti però è andato “Il Sole 24 Ore” che a ottobre è avanzato del 3,2% con 281,9 mila copie vendute. Col segno positivo davanti si conferma Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana (Cei) che segna un +0,7%.