Papa Francesco insoddisfatto degli ascolti dei media Vaticani. Cambi al vertice in vista

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Papa Francesco - Foto di Mikdev da Pixabay

Cambi in vista alla guida dei media vaticani. Li annuncia Antonio Villa sul Foglio di oggi che parla di un Papa Francesco per nulla soddisfatto dei risultati della riforma che ha portato all’accorpamento dei diversi mezzi di comunicazione che da decenni rappresentano la voce della chiesa: Radio Vaticana, Osservatore Romano, Vatican news e la Libreria editrice Vaticana.

Insoddisfazione che è diventata esplicita quando, qualche settimana, fa il Pontefice in visita al nuovo al Dicastero per la comunicazione, in diretta ha detto testualmente: “Io ho soltanto una preoccupazione, ci sono tanti motivi di preoccuparsi per la Radio, per l’Osservatore, ma una che a me tocca tanto il cuore: quanti ascoltano la Radio, e quanti leggono L’Osservatore Romano?”. “Perché il nostro lavoro – ha spiegato Bergoglio – è per arrivare alla gente: che quello che si lavora qui, che è bello, è grande, è faticoso, arrivi alla gente, sia con le traduzioni, sia anche con le onde corte. La domanda che voi vi dovete fare è: ‘Quanti? A quanti arriva?’, perché c’è il pericolo, per tutte le organizzazioni, il pericolo di una bella organizzazione, un bel lavoro, ma che non arrivi dove deve arrivare… Un po’ come il racconto del parto del topo: la montagna che partorisce il topolino… Tutti i giorni fatevi questa domanda: a quanta gente arriviamo? A quanti arriva il messaggio di Gesù tramite L’Osservatore Romano? Questo è molto importante, molto importante!”.

A queste parole, si legge sul Foglio, sono seguiti gli incontri privati di Papa Francesco prima con Andrea Tornielli, attuale direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione del Vaticano, e poi Andrea Monda, direttore dell’Osservatore. E da lì sono partite le indiscrezioni che vogliono Francesco determinato a cambiare i vertici della struttura. Secondo il Foglio, Tornielli, ad esempio, potrebbe finire alla direzione dell’Avvenire, attualmente occupata da Marco Tarquinio, in sella ormai dal 2009 e autore della svolta progressista del quotidiano della Cei che era stato diretto (in epoca ruiniana e del primo Bagnasco) da Dino Boffo.

Vedremo se questa girandola di poltrone si concretizzerà a breve e soprattutto se l’input ad una maggiore attenzione agli ascolti, lanciato dal pontefice, otterrà i risultati sperati in un anno di ricorrenze importanti per i media vaticani, con l’Osservatore Romano che compie 160 anni e la Radio Vaticana che spegne 90 candeline.

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