Par condicio – l’Agcom ribadisce: serve “equilibrato contraddittorio”

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Le Elezioni politiche si avvicinano, la campagna elettorale è cominciata e sia per la Rai sia per le tv private è tempo di par condicio (tutela del pluralismo e della parità di trattamento nei programmi di informazione). In queste ore ci si interroga in particolare sull’opportunità di alcune prescrizioni (art. 7 comma 4) contenute nel regolamento dell’Agcom relativo alle tv private. In sostanza l’Authority intima di bilanciare gli interventi di opinionisti e giornalisti all’interno dei format. Una questione spinosa, che ha fatto saltare sulla sedia Ordine dei giornalisti e Fnsi che con un quesito si sono rivolti al presidente Angelo Maria Cardani. Ecco la risposta

In sostanza, L’Agcom fornisce “chiarimenti interpretativi”. Premette che è “indispensabile garantire, laddove il format della trasmissione preveda l’intervento di un giornalista o di un opinionista a sostegno di una tesi, uno spazio adeguato anche alla rappresentazione di altre sensibilità culturali in ossequio al principio non solo del pluralismo, ma anche del contraddittorio, della completezza e dell’oggettività dell’informazione stessa, garantendo in ogni caso la verifica di dati e informazioni emersi dal confronto”.

Ma questa disposizione – ecco il chiarimento – fa riferimento solo “al caso specifico di programmi extra tg il cui format venga focalizzato sull’approfondimento, esclusivo o prevalente, di un tema specifico, rilevante in merito alla posizione assunta, nei diversi programmi elettorali, dai soggetti politici in competizione. In questa particolare circostanza, ove il format tematico della trasmissione preveda l’invito di esperti (opinionisti, giornalisti, testimonial e così via) a sostegno di una tesi, rispetto al tema specifico trattato, si richiede sia posta particolare attenzione anche ad altre posizioni che caratterizzano il dibattito politico-elettorale su quello specifico argomento, garantendo la verifica di dati e informazioni emersi dal confronto”.

Sono invece esenti trasmissioni di approfondimento caratterizzate da format diversi da quello nei quali gli esperti non siano invitati in ragione del loro sostegno ad una tesi in un format tematico. Infine – conclude l’Agcom –  si fa presente che la legge primaria vieta di “fornire, anche in forma indiretta, indicazioni di voto o manifestare le proprie preferenze di voto” sottolineando in particolare che “I registi ed i conduttori sono altresì tenuti ad un comportamento corretto ed imparziale nella gestione del programma, così da non esercitare, anche in forma surrettizia, influenza sulle libere scelte degli elettori”.

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