Pay tv: presto per celebrare il funerale di Mediaset Premium

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La storica pax televisiva tra Andrea Zappia e Pier Silvio Berlusconi del 30 marzo scorso; e poi, a cascata, l’arrivo sul satellite dal 27 aprile del bouquet Premium; il “trasloco” di 130 tra impiegati, quadri e dirigenti di Premium nella nuova scatola R2 srl dal 1 giugno; l’hd Premium svanito dal 4 giugno a vantaggio dei canali Sky sul Dtt; lo sbarco sul digitale terrestre del bouquet Sky dal 5 giugno; e infine le tessere Premium che ti consentono di abbonarti al “nemico”. Se quanto accaduto nel mondo della pay tv in questi ultimi mesi ha una logica, mercoledì 13 giugno in Via Rosellini dovremmo celebrare il funerale – dopo quasi 14 anni di vita – di Mediaset Premium. Almeno per come abbiamo imparato a conoscerla – e a vederla – dal 2005 ad oggi. La Lega calcio, infatti, assegnerà per la prima volta le partite di calcio in esclusiva assoluta e non per piattaforma. E sembra che Pier Silvio per la Serie A non firmerà un assegno con tutti gli zeri necessari. Ma da Cologno raccomandano a LoSpecialista.tv di pazientare ancora qualche giorno prima di comprare i crisantemi. Se Mediaset non riuscirà ad acquistare il famoso terzo pacchetto da 114 gare (si dà per scontato che i primi due li compri Sky), dal giorno dopo farà trattative commerciali con chi quelle partite le ha invece comprate. E poi c’è ancora la Serie B da assegnare…

Ma se le cose non andranno per il verso giusto, quello di Premium non sarà un funerale con tante lacrime. I vertici del “Biscione” a dicembre del 2015 – dopo aver visto che la Champions League in esclusiva non sortiva il trasloco sperato di abbonati da Sky a Premium (obiettivo due milioni di tessere mai raggiunto) – hanno deciso di mollare la presa sullo sport (e sul calcio) a pagamento. Quei quasi 700 milioni di euro in diritti tv, infatti, sono stati difficili da digerire… Ecco dunque che è cominciata la strategia delle offerte “razionali” con una logica “opportunistica” sull’acquisto del calcio. Meglio non svenarsi, insomma, e provare a fare i soldi sul mercato pay con un altro approccio. Come? Sostanzialmente in tre modi: 1) Collocando il proprio bouquet di film e serie tv (9 canali) al miglior offerente, a partire proprio da Sky (accordo triennale del 30 marzo scorso); 2) Affittando i multiplex gestiti dalla società Ei Towers (sempre del Gruppo Mediaset) al miglior offerente, riecco Sky (accordo settennale); 3) Vendendo tra novembre e dicembre 2018, l’intera partecipazione della newco R2 srl – nella quale è stato conferito da Premium il ramo d’azienda costituito dalla piattaforma tecnologica “Operation pay” – anche qui a Sky. Trattasi di manutenzione tecnica, accesso condizionato, assistenza ai clienti, attività commerciali e altre analoghe attività operative. Il tutto per un valore di poco più di 14 milioni. Tanto per fare un esempio, R2 srl è la “serratura” che consente ora a Sky di utilizzare le tesserine Premium per fare abbonamenti. Il tutto, tra affitti, noleggi e ritorni pubblicitari (perché su Sky le reti di Premium valorizzano il brand), per un totale di 80 milioni di euro l’anno. Senza Champions League, senza Europa League, senza Formula 1 e Moto Gp, e probabilmente anche senza Serie A cosa ne sarà dunque di Premium. Si trasformerebbe, d’incanto, in una light pay tv over the top. Avete presente Infinity? Ecco.

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