Per il referendum la Rai schiera 22 format d’informazione

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Il 29 marzo 2020 gli italiani saranno chiamati a votare per il referendum popolare confermativo sulla riduzione del numero dei parlamentari. Per ora in televisione, e non solo, della campagna referendaria non c’è traccia. Ma presto, soprattutto la Rai, sarà chiamata a fare comunicazione politica e informazione sull’argomento. Il tutto ripartendo gli spazi in due parti uguali fra le opposte indicazioni di voto, ovvero fra i favorevoli e i contrari al quesito. Naturalmente la parte del leone la faranno i programmi d’informazione – quelli con maggiore ascolto – che in questa fase vengono ricondotti sotto la responsabilità delle testate giornalistiche. Dovranno fare – come prevedono le raccomandazione della commissione di Vigilanza – massima attenzione al contraddittorio garantendo condizioni di effettiva parità di trattamento. E qualora il format del programma di informazione non preveda il contraddittorio, il direttore di Rete o di Testata stabilirà in via preliminare l’alternanza e la parità delle presenze tra le posizioni favorevoli e contrarie al quesito referendario.

TRA I FORMAT ANCHE SANREMO – In totale – a quanto apprende Lo Specialista – la Rai schiererà 22 format d’informazione. Tutti ricondotti sotto le testate giornalistiche. Per Rai1 potranno trattare temi referendari “Uno mattina”, “Uno mattina in famiglia”, “La vita in diretta”, “Italia sì”, “A ruota libera”, “Festival di Sanremo” (figura nell’elenco ma è finito da un pezzo), “Frontiere” e “Porta a Porta”. Per Rai2 troviamo “Povera Patria”, “Che tempo che farà”, “Che tempo fa” e “Petrolio”. Per Rai3, infine, “Agorà”, “#Cartabianca”, “Chi l’ha visto?”, “Le parole della settimana”, “Mezz’ora in più”, “Mi manda Rai3”, “Presa diretta”, “Quante storie”, “Report” e “Tv talk”.

E 16 CONFRONTI ALL’AMERICANA – Tre formule, invece, per la comunicazione politica affidata a Rai Parlamento. I Messaggi autogestiti – dodici minuti in totale, tre minuti ciascuno, due messaggi per il sì e due per il no – andranno in onda la mattina su Rai3 (ore 10.55), da martedì 10 marzo a giovedì 19 marzo. Le Tribune – due ospiti per il sì e due per il no – con durata 30 minuti alle 15.15 su tutte le Reti (si parte su Rai3 giovedì 5 marzo). E infine, dal 12 al 27 marzo, i Confronti di seconda serata – un ospite per il sì e uno per il no -. Due format da 15 minuti, 30 minuti in totale. Anche questi spalmati su tutte e tre le reti generaliste della Rai. Tra tribune e confronti 16 appuntamenti in totale. “Confronti all’americana – ha spiegato il direttore di Rai Parlamento Antonio Preziosi – in uno studio moderno e tecnologico, con risposte in tempi uguali per tutti i partecipanti grazie ad un timer a vista e ad un gong che spegne il microfono quando il tempo a disposizione si è esaurito, garantiscono dibattiti chiari e pieno rispetto delle regole di pluralismo e imparzialità per spiegare a tutti i cittadini le ragioni del sì e quelle del no”.

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