Per la presidenza della Vigilanza Rai spuntano Gasparri o Romani

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Habemus Conte, e quindi presto avremo anche un governo sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega. Un esecutivo che vede all’opposizione due importanti (e numerosi) gruppi parlamentari: il Partito Democratico e Forza Italia. Con Fratelli d’italia e Liberi e uguali a dar man forte. A chi spetteranno a questo punto le presidenze delle commissioni e delle giunte di garanzia, ovvero la Vigilanza sulla Rai, il Copasir (il Comitato di controllo sui servizi segreti), la giunta per le Elezioni e la giunta per le Autorizzazioni? Si racconta che il Pd abbia già puntato il Copasir e a quel punto – per buona pace del conflitto d’interessi – sarebbe proprio Forza Italia a conquistare lo scanno più alto di San Macuto. Giorgia Meloni e Piero Grasso, infine, dovrebbero accaparrarsi le due giunte.

Se sarà il Pd a spuntarla per la Vigilanza Rai, e se sarà rispettata la regola dell’alternanza, questa volta sarà un senatore. Scorrendo la lista del Pd spuntano nomi che certo conoscono la materia: Luigi Zanda, ma soprattutto Francesco Verducci e Salvatore Margiotta. Una pattuglia, quella del Pd, che alla Camera si fa anche più agguerrita: Luca Lotti, Antonello Giacomelli e Maria Elena Boschi con Michele Anzaldi dato per assoluto favorito. C’è l’imbarazzo della scelta, insomma, al Nazareno. Ma anche in casa Forza Italia non mancano i candidati. Al Senato, per esempio, figurano due ex ministri delle Comunicazioni: Maurizio Gasparri e Paolo Romani. Alla Camera, su tutti, Girgio Mulè e Renato Brunetta. Comunque vada sarà una presidenza di spessore che darà filo da torcere a Viale Mazzini.

Guardando alla composizione della commissione i numeri parlano chiaro. I pentastellati avranno 14 poltrone; la Lega 7; Forza Italia 7 e Partito Democratico 6; Fratelli d’Italia 2; Leu 1 e 1 andrà alle autonomie, 1 misto Camera e 1 misto Senato. Le forze che sostengono il governo avranno dunque la maggioranza semplice (21 su 40 commissari), ma se vorranno ottenere i due terzi dei voti (27 su 40), ad esempio per eleggere il nuovo presidente della Rai, dovranno scendere a patti anche con le opposizioni. Con Renzi o con Berlusconi?