Per “Seconda Linea” una pausa su Rai2 è “DOC”

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I giornalisti Alessandro Giuli e Francesca Fagnani. Foto Servello.

Giovedì 15 ottobre su Rai1 torna “DOC – Nelle tue mani”, la fiction con Luca Argentero campione d’ascolti: oltre otto milioni di audience e miglior esordio per una serie dal 2007. Per “Seconda Linea”, il nuovo programma d’informazione condotto da Alessandro Giuli e Francesca Fagnani in prima serata su Rai2, sarebbe stato un vero e proprio incubo Auditel. Nelle prime due puntate – in una giornata in cui hanno dovuto incrociare le lame con Corrado Formigli su La7 con “Piazza pulita” e Paolo Del Debbio su Rete4 con “Dritto e rovescio” – non hanno raggiunto neanche il 2% di share con audience degna di una tv tematica. Argentero sarebbe stato davvero troppo… Ecco dunque che il programma è stato sospeso, è stato sostituito con il film “Pompei” e probabilmente tornerà con formula rivista e corretta e qualche “innesto” più avanti, sempre – come ha garantito il direttore di Rai2 Ludovico Di Meo – in prima serata il giovedì. Una collocazione che ricorda i fasti Auditel di Michele Santoro e la sua “fabbrica” proprio sulla seconda Rete.

Sono anni, infatti, che Rai2 cerca l’erede “moderato” di Santoro. Ma il risultato è stato quasi sempre deludente. Il primo a provare a raccoglierne il testimone fu Antonio Socci con “Excalibur”. Poi spazio a Daniela Vergara e Giovanni Masotti con “Punto e a capo” e allo stesso Masotti con un “Kalimero” (presentato alla stampa e mai partito). Quindi Anna La Rosa con “Alice”. Insomma la ricerca di un “Santoro” di area moderata non si è mai fermata. E si è provato anche qualche sconfinamento in area Carroccio, ad esempio con Gianluigi Paragone. Quindi Nicola Porro con “Virus” che non è mai riuscito a contagiare davvero l’Auditel. Ultimi insuccessi, poi, quelli della coppia Alessandro Sortino ed Eva Giovannini. con “Popolo Sovrano. Fino ad arrivare al tentativo affidato in prima serata a Duilio Giammaria con “Petrolio”. Davvero difficile trovare una soluzione. Non basta, infatti, improvvisare una doppia conduzione e inventarsi un nuovo talk in cui spiri un vento di centrodestra. Soprattutto se poi non si ha il tempo di sperimentare (e di aspettare). Allora servono conduttori noti al grande pubblico, volti storici, capaci di personalizzare l’informazione, di crearsi un seguito e di trasformare un format in un vero e proprio genere tv. E poi serve anche un traino da parte dell’informazione di Rete, a partire dal telegiornale e dalle rubriche. E a pensarla così non è AdgInforma.it ma proprio un ex direttore di Rai2 che queste considerazioni le ha messe per iscritto lasciandole sui tavoli del settimo piano. Ed è uno che di televisione se ne intende…

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