Pierluigi Battista lascia il Corriere della Sera dopo 16 anni. Che sia il primo degli addii dovuti a Saviano?

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“Qui cane Enzo sta cercando le parole per dirci che sì, dal 31 gennaio non scriverò più per il Corriere. Dopo 16 anni mi fa un po’ impressione e mi spiace, però non sparisco eh, il mondo è grande e vario. Qualcosa si chiude, qualcosa si apre”. Parole di Pierluigi Battista che ha annunciato con un post sul suo profilo Facebook, in cui mostra una foto del suo cagnolino, il suo addio al quotidiano di Via solferino.

Battista non specifica quale sarà la sua prossima destinazione anche se secondo indiscrezioni raccolte da Primaonline, ci sarebbe “già una testata che lo ha ingaggiato, ma di cui dirà il nome quando sarà chiuso in tutti i sensi il rapporto con il Corriere”.

Battista ha colto al volo l’opportunità di andare in prepensionamento, offerta in questi mesi dal Corriere della Sera, anticipando di un anno e mezzo l’uscita da Via Solferino. In questo modo sarà libero dal peso di dover scrivere ancora di politica, “un tema di pochissimo interesse”, per dedicarsi invece alla cultura, musica e quello che gli verrà proposto e che lo appassiona.

Curioso il tempismo di quest’addio, arrivato praticamente in contemporanea con l’approdo di Roberto Saviano sulle pagine del Corsera. I più maliziosi sostengono che le due cose non siano scollegate tra di loro, anzi che quella di Battista sia solo la prima una più lunga serie di fughe da parte soprattutto delle firme più “corrieriste”, legate alla linea moderata del giornale che mal si sposerebbe con l’arrivo di Saviano, che per molti sottende una maggiore polarizzazione, verso Sinistra, del giornale edito da Urbano Cairo.

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