Piero Sansonetti alla guida di Calabria Ora

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sansonetti.jpegIl nuovo direttore verrà presentato ufficialmente domani ma sulla scelta non ci sono più dubbi. A Sansonetti, già vicedirettore e condirettore de L’Unità e direttore di Liberazione, viene affidato questo nuovo incarico per la sua professionalità e l’indubbia moralità. “Avevamo l’obbligo – spiega l’editore – di dare alla redazione e ai nostri lettori una guida seria e non compromessa con i fatti locali. Continua così il percorso di Calabria Ora per affermare sempre di più la propria presenza nel mercato editoriale calabrese”. Si congratula per la nomina Salvatore Perugini, sindaco di Cosenza, città in cui è nato il progetto editoriale. “Rivolgo agli editori i miei complimenti per la decisione – afferma il primo cittadino – Ritengo, infatti, che essa sarà determinante al fine di estendere ben oltre i confini della nostra regione la rilevanza di un progetto editoriale di grande respiro che contribuirà senza dubbio anche a far crescere l’attenzione del Paese verso la città”. Piero Sansonetti va così a sostituire il dimissionario Paolo Pollichieni. L’ex direttore di Calabria Ora, infatti, ha deciso di lasciare la scena la scorsa settimana in seguito alla richiesta da parte dell’editore di avere una presenza più forte nella fattura del giornale. “Una richiesta certamente rispettabile, ma che non esiste in natura – aveva spiegato Pollichieni nel suo ultimo editoriale – l’editore fa l’editore, sceglie un direttore che risponde della linea politica e dei contenuti del giornale, il rapporto tra le due figure è fiduciario, quando la fiducia viene meno l’editore sceglie un altro direttore”. Il desiderio di entrare maggiormente nel giornale, secondo Pollichieni, era il risultato delle scomode inchieste giudiziarie pubblicate recentemente. “Sapevo, e con me i miei colleghi – spiega – che raccontando le inchieste giudiziarie delle ultime settimane, che scrivendo dei rapporti tra la mafia e la politica, non limitandoci al doveroso applauso verso le forze dell’ordine e i magistrati, ma raccontando anche i retroscena più inquietanti di quella zona grigia che è il vero capitale sociale della ‘ndrangheta, avremmo pagato dei prezzi altissimi”.