Pirateria, Moles: “Industria da oltre 1 miliardo l’anno, in fumo seimila posti di lavoro”

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Il Sottosegretario all'Editoria, Giuseppe Moles. Foto da Dipartimento editoria.

Il fenomeno della pirateria nell’ambito dei diritti sportivi e dell’audiovisivo in generale (film, serie tv, programmi televisivi). Se n’è parlato stamane in un webinar dal titolo “Il Digital Services Act per contrastare la pirateria sugli eventi sportivi”, organizzato dal centro di ricerca Bill della Luiss School of Law. Durante i lavori è stato sottolineato innanzitutto come la tecnologia sia un’opportunità in questa fase in cui l’Europa (che per ora va ancora in ordine sparso) cerca di mettere in atto una strategia condivisa per il mercato europeo. Ma la tecnologia in questo momento è soprattutto una minaccia, guardando in particolare alla fruizione dei contenuti tramite Iptv e app. Un’opportunità perché in grado di fornire strumenti utili al contrasto del fenomeno. Ma in molti tra i partecipanti al webinar hanno sottolineato la necessità di un miglioramento anche degli strumenti giudiziari (ad esempio con ingiunzioni dinamiche) e di tutela a partire dalla difesa del diritto d’autore. Invitando anche i service provider ad una piena assunzione di responsabilità.

 

+38% PIRATERIA NELLO SPORT – Fapav, con Federico Bagnoli Rossi, in particolare ha sottolineato come “la pirateria non sia nelle mani di giovani annoiati ma di vere e proprie menti criminali che portano avanti un business enorme, con una filiera illecita di vendita di abbonamenti” che va ad ingrassare le casse delle organizzazioni criminali. Proprio uno studio Fapav-Ipsos racconta come i film siano piratati dall’84% di compie atti illeciti, seguono serie e fiction (63%) e programmi (46%). Per quanto riguarda lo Sport l’incidenza è crescente attestandosi al 10%, con forte aumento degli atti compiuti (+38%). L’amministratore delegato della Lega Calcio, Luigi De Siervo, ha ricordato come l’industria del pallone sia tra quelle “maggiormente danneggiate”, ha menzionato oltre 3.000 blocchi definitivi nei confronti della pirateria negli ultimi tempi, e non ha mancato di fare anche qualche critica al nascituro Digital Services Act: “C’è la necessità di bloccare gli eventi live”, ha ricordato De Siervo menzionando anche un importante successo con Google “che abbiamo ottenuto per via giudiziaria, con la cancellazione di alcuni Ip illegali”. “L’Italia è ‘best practice’ in Europa, speriamo di restare portatori di un’esperienza forte con strumenti efficaci”. E’ una battaglia tra “guardie e ladri” – ha chiosato – in campo ci sono “aziende ben strutturate, non bisogna abbassare la guardia”. Sia Sky (Marco Valentini, Head of Public Policy & European Affairs) sia Mediaset (Carolina Lorenzon, Direttore Affari Internazionali) si sono dichiarati in prima fila nella lotta alla pirateria non mancando anche loro di suggerire qualche emendamento al Digital Services Act. Il “Biscione”, in particolare, ha ricordato di essere “in prima linea contro la pirateria da oltre 15 anni” e ha fatto un esempio assai calzante: “Col film Tolo Tolo siamo riusciti a far inibire un sito pirata che consentiva la visone ancor prima che arrivasse nelle Sale”. Per tutti gli operatori del settore fondamentale il “fattore tempo” e la necessità d’inibire i siti pirata in modo tempestivo, in particolare durante gli eventi live come le partite.

UNA SPA DA OLTRE 1 MILIARDO L’ANNO – Parola, durante il webinar, anche alla politica. Massimiliano Capitanio, deputato della Lega in commissione Trasporti e in Vigilanza Rai, ha in rampa di lancio (il 17 maggio prossimo) un proposta di legge proprio sull’argomento. E ha ribadito che “non c’è tempo da perdere”, sottolineando come la battaglia in atto “non sia solo tecnologia, ma anche culturale e soprattutto di civiltà”. “Bisogna entrare nella testa degli italiani a partire dai giovani per i quali spesso la pirateria è la normalità”. A chiusura dei lavori l’intervento del Sottosegretario all’Editoria, Giuseppe Moles che ha scattato una fotto assai preoccupante del fenomeno. Una pratica che ha avuto un’accelerazione proprio a causa del lockdown con 243 milioni di atti illeciti nel bimestre medio del 2020 rispetto ai 69 milioni del bimestre medio del 2019. “La Polizia di Stato – ha premesso Moles – sottolinea come questa pratica genera ogni anno oltre un miliardo di fatturato alla criminalità organizzata. L’impatto negativo in termini di Pil è di quasi 500 milioni, e i mancati introiti per lo Stato sono di quasi 200 milioni. Per la sola industria audiovisiva (che durante la pandemia ha registrato +8 degli abbonati, ndr) il danno è stimato in 591 milioni”. Moles ha chiaramente parlato di una “Pirateria Spa che manda in fumo oltre seimila posti di lavoro”. “Criminali armati di computer e non più di coltello” che forniscono “contenuti illegali ad oltre 5 milioni di persone solo sul territorio italiano. Un’industria dell’illecito, con numeri drammatici. Una battaglia da vincere con sempre più forza e vigore, che produce effetti devastanti sulla catena del valore sia sull’industria culturale. Servono tutele e e strumenti che possano scoprire ma anche prevenire attività illecite. Questi siti vanno immediatamente oscurati”. Moles ha invocato “la collaborazione dei big della Rete e degli intermediari in generale a difesa della proprietà intellettuale. Investimenti e i diritti vanno sempre rispettati. Oggi – ha concluso il Sottosegretario – abbiamo l’opportunità e gli strumenti per contrastare fenomeni illegali che da anni danneggiano l’intera filiera”. “L’Italia è in prima linea”…

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