Più follower più libri, non sempre funziona – a cura di Telpress

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Foto di Pexels da Pixabay

Nella grande sbornia mediatica dell’ultimo decennio, i follower sono diventati un’unità di misura. Più ne hai, più sei di successo. Più ne hai più vendi, è l’equazione, evidenzia su Stampa (p.29), Soffici. “Funziona forse per le Ferragni e per gli influncer – scrive – ma non per i libri. E un abbaglio in cui molti editori sono caduti, ma il New York Times in una lunga e dettagliata inchiesta sfata il mito e indica una inversione di tendenza interessante. Il numero di follower non è più garanzia di successo e dopo tanti anticipi troppo pingui dati ad autori e personaggi solo per il fatto che erano famosi e avevano molti follower su Twitter, Instagram, adesso le maggiori case editrici americane sono sempre più scettiche.   Perché i libri per fortuna di noi lettori e scrittori, non sono scatolette di tonno, il cui contenuto è noto, non cambia di anno in anno, e la cui domanda è ragionevolmente prevedibile”.