Pnrr e editoria. Le proposte di intervento di Aie per digitalizzare e innovare il libro

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Foto di Perfecto_Capucine da Pixabay

La ripartenza post Covid del settore editoriale passa per l’innovazione e la digitalizzazione dell’intera filiera del libro. Per questo motivo l’Associazione italiana editori considera fondamentale la presenza interventi in questa direzione all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che l’Italia dovrà predisporre entro il 30 Aprile per accedere ai fondi di Next Generation EU (NGEU), il nuovo strumento dell’Unione europea per la ripresa dalla pandemia.

Per questo Piero Attanasio, responsabile ricerca e sviluppo e relazioni istituzionali dell’Associazione Italiana Editori (Aie), ha presentato una serie di proposte in cui si sottolineano gli ambiti nei quali, secondo gli editori, è importante che il Pnrr intervenga.

Secondo l’Aie, l’editoria libraria è già da tempo predisposta all’innovazione digitale, grazie alla quale il settore del libro si è rivelato resiliente quando i consumi culturali si sono spostati sul web. È dunque solo un pregiudizio la poca inclinazione all’innovazione del settore. Per questo, sottolinea Attanasio è necessario “lasciarsi alle spalle questo pregiudizio per immaginare il futuro dell’innovazione nel mondo del libro e individuare gli ambiti di azione in cui l’azione del Piano nazionale di resilienza e ripresa (PNRR) potrà essere più efficace”.

Il primo ambito di intervento è quello della “Gestione digitale dei dati”. Per l’Aie, infatti, “la distribuzione libraria è caratterizzata dalla necessità di gestire imponenti flussi di informazione. Editori, distributori, grossisti e librai gestiscono 1,7 milioni di libri in commercio (di cui 500mila ebook) e circa 130mila novità annue (50mila ebook), pubblicate da oltre 10mila marchi editoriali e distribuite in molte migliaia di punti vendita”. La capacità di gestire in digitale i flussi informativi che ne derivano è fondamentale per lo sviluppo del settore e per provare a controbattere lo strapotere dei giganti del web. Per farlo è necessario un ulteriore salto tecnologico, che renda “ancor più pervasiva la gestione digitale dei dati lungo la filiera distributiva, ancor più efficiente la logistica, ancor più elevata la quantità di informazioni gestite e la capacità di interpretarle sfruttando tutti gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione”.

“La sfida politica – scrive Attsanasio – è far sì che questo accada conservando il pluralismo dell’offerta culturale, aumentando la diffusione delle librerie nel paese, inclusi i centri minori, e allo stesso tempo mettendo la nostra industria del libro in grado di confrontarsi, anche sul piano dell’uso delle tecnologie, con i giganti del web. Con uno slogan si potrebbe dire: Big (data) for sm(all).

Secondo ambito in cui il Piano di ripresa dovrebbe intervenire è quello del “Rights Data”, ovvero la gestione dei dati sui diritti d’autore. L’obiettivo, verso cui va anche la direttiva sul copyright appena recepita dal nostro paese, è quello di rendere più spedita e quindi meno costosa la gestione dei dati sui diritti d’autore. In altri termini: in Internet gli utenti sono abituati a ottenere informazioni o accedere a servizi “in un click”; lo stesso deve essere possibile per ottenere un permesso di riutilizzo di un testo, o conoscere lo stato dei diritti di una foto, o per le azioni di contrasto della pirateria digitale.

Un altro tema molto importante in cui sarebbe importante che il Pnrr intervenisse è quello dell’accessibilità degli ebook per le persone con disabilità. L’accessibilità degli ebook a queste categorie, sottolinea l’Aie “è necessario per essere preparati alla scadenza dello European accessibility act (Direttiva EU 2019/882), che prevede che, a partire dal 2025, non solo gli ebook, ma anche i siti di e-commerce, distribuzione e consultazione, nonché i documenti in essi contenuti, devono essere accessibili”. Un tema da cui non ci si può sottrarre “se vogliamo essere coerenti con i principi di inclusione che sono alla base dei piani europei per una ripresa post-pandemia che sia davvero l’occasione di crescita sociale”.

Un altro ambito di intervento indicato dagli editori è sicuramente quello della “didattica”. In questo campo “è auspicabile che gli investimenti programmati nel Pnrr sul digitale nelle scuole e nelle università tengano conto della confermata centralità di contenuti e servizi di qualità, garantiti dal lavoro degli autori e dalla professionalità degli editori”. Gli editori sono stati fondamentali quando, nei primi tre mesi di lockdown insegnanti e gli studenti italiani si sono dovuti misurare con le problematiche della didattica a distanza. Grazie alle risorse digitali messe a disposizione dagli editori si è potuto gestire un momento molto complicato: corsi gratuiti online, classi virtuali attivate su piattaforme editoriali, e-book, contenuti integrativi digitali, video e test consultati e scaricati dagli studenti, si sono rivelati preziosi.

Infine, un ultimo ambito di intervento proposto dagli editori è quello dell’“internazionalizzazione”. Prevedere investimenti significativi per lo sviluppo di fiere nazionali e internazionali del libro, delle traduzioni e delle e coedizioni, abilitate dalla compra-vendita di diritti d’autore, sarà fondamentale per mantenere la leadership europea del settore librario.

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