Polvere di social – 23 gennaio 2021

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AdgInforma ha raccolto per voi alcune delle novità dal mondo social annunciate o lanciate nell’ultima settimana.

Twitter rilancia la spunta blu, ma…

Twitter ha annunciato di voler ripristinare il processo di verifica degli account e di aver introdotto una nuova policy per l’ottenimento della “spunta blu”. Le nuove regole sono entrate in vigore ieri, venerdì 22 gennaio, e riapriranno la possibilità di chiedere la verifica, ma comporteranno anche una revisione dei profili già verificati in passato. Quanti non saranno conformi alla nuova policy perderanno la spunta blu.

Google raggiunge l’accordo con gli editori francesi, pagherà per le news

Il braccio di ferro andava avanti dal luglio 2019, da quando cioè, primi tra i paesi del vecchio continente, oltralpe avevano recepito con una legge, la direttiva europea sul copyright. Il 21 gennaio la storica intesa siglata da Mountain View con l’Apig, l’Alliance de la presse d’information générale, associazione che raggruppa 283 testate di quotidiani nazionali, locali ed alcuni regionali.

Noi ne abbiamo scritto qui.

TikTok scommette sull’adv

Il social network al momento nell’occhio del ciclone per la lassità dei controlli sull’accesso dei minori e che è appena stato “bloccato” dal nostro Garante per la Privacy per tutti gli account di cui non è possibile verificare l’età, ha lanciato ieri 22 gennaio una nuova piattaforma tutta dedicata ai Creator per offrire loro assistenza e consigli per ottimizzare la propria presenza sull’app.

Il Creator Portal è suddiviso in sei sezioni, che vanno dai primi passi per comprendere l’app fino ai migliori consigli per monetizzare con i propri contenuti.

LinkedIn aggiunge nuove funzionalità per il controllo delle discussioni

Twitter aveva lanciato una funzionalità analoga lo scorso agosto. Ora anche LinkedIn, il social network professionale per eccellenza, offre la possibilità di controllare chi vedrà i nostri contenuti e chi potrà interagire con essi.

A parità di profilo pubblico, tuttavia, l’algoritmo di LinkedIn è un po’ più restrittivo rispetto a quello di Twitter e non consente in ogni caso che le discussioni siano iper-affollate e virali come sulla piattaforma di microblogging.

Le opzioni di controllo permettono di rivolgere particolari contenuti solo ai propri collegamenti diretti, o solo a specifici gruppi di professionisti di cui facciamo parte.

Facebook affida all’Oversight Board – il Comitato di Controllo – la decisione su Trump

Mark Zuckerberg lo aveva annunciato sul proprio profilo Facebook: l’accesso agli account di Trump sarebbe stato vietato almeno fino al giuramento del nuovo presidente, Joe Biden. Ora che il giuramento è compiuto e il nuovo presidente si è insediato alla Casa Bianca, arriva la spinosa questione di permettere o meno a Trump di tornare in possesso dei propri account Facebook e Instagram.

Facebook ha dunque affidato la decisione al Comitato di Controllo indipendente nato nel 2020 “per aiutare Facebook ad affrontare alcune tra le questioni più difficili in merito al tema della libertà di espressione online: cosa rimuovere, cosa lasciare e perché”. In questo caso, dovrà decidere se negare per sempre a Donald Trump di usare le piattaforme della galassia Facebook o meno.

Le stories arrivano anche su Pinterest

Le stories – o meglio ‘story pins’ – sbarcano anche su Pinterest, al momento in versione beta e per un gruppo limitato di creators. Non sono assimilabili alle stories effimere che siamo abituati a vedere su Facebook, Instagram, Whatsapp, Twitter, LinkedIn, ma restano legate ai pin e non spariscono dopo 24 ore.

La feature è stata introdotta all’inizio di gennaio e aggiornata diverse volte, e permette già di evidenziare storie con più partecipanti per scoprire gruppi specifici di creators. L’obiettivo è trovare nuovi modi in cui gli utenti possano essere raggiunti e ingaggiati dai creatori di contenuti.

Facebook aggiorna l’AAT che “descrive” le immagini

Facebook ha annunciato il 19 gennaio scorso un significativo aggiornamento al processo chiamato AAT – Automatic Alt Text – che permette una migliore identificazione delle immagini caricate sulla piattaforma e le trasforma in testo per gli utenti ciechi o ipovedenti che utilizzano dei lettori dello schermo specifici.

Lo strumento si basa sul machine learning ed era stato lanciato per la prima volta nel 2016, così da offrire una descrizione delle immagini per gli utenti che non le potevano vedere. Gli aggiornamenti avranno sicuramente implicazioni e ripercussioni sulla pianificazione e il posizionamento pubblicitario, ma al momento questa opzione non viene offerta da Facebook.

Google potrebbe oscurare il motore di ricerca in Australia

L’annuncio venerdì 22 gennaio, come riportato da ABCNews: Google potrebbe oscurare il proprio motore di ricerca in Australia se il governo decidesse di procedere con la norma che costringerebbe il gigante del web a pagare per le news.