Pozzuoli, aggredita troupe di “Storie Italiane”. UsigRai: “Basta solidarietà, servono atti concreti”

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Un frame del collegamento di Storie italiane su Raiuno - Foto da streaming

Non c’è pace per giornalisti ed inviati di televisioni e giornali, grandi e piccoli: fare cronaca e raccontare quello che succede da nord a sud Italia è sempre più pericoloso. L’ultima cronista a finire vittima di intimidazioni e violenze è stata Carla Lombardi, inviata della trasmissione “Storie Italiane” di RaiUno.

Stavolta il movente dell’aggressione non è stata la cronaca delle manifestazioni no-greenpass, ma il racconto di un’altra piaga del nostro Paese: l’occupazione abusiva delle case. La giornalista, insieme al suo cameraman è stata aggredita mentre stava intervistando, a Pozzuoli, un uomo che da mesi è costretto a vivere fuori dalla sua abitazione perché occupata da una donna in stato di gravidanza. Durante il collegamento in diretta con Eleonora Daniele (conduttrice di Storie Italiane) la donna occupante dell’appartamento ha digitato un numero sul suo smartphone e, dopo pochi istanti, sono arrivati in strada degli uomini che si sono resi protagonisti di violenza fisica nei confronti della troupe e degli intervistati (il proprietario di casa, la sorella e la loro avvocatessa). Il collegamento è stato interrotto precipitosamente e, in un secondo momento, l’inviata si è collegata telefonicamente con lo studio raccontando l’aggressione: “Ci hanno minacciato, stiamo scappando – ha detto velocemente -. Se possibile ripristineremo il collegamento successivamente”.

Il video dell’accaduto pubblicato da Corriere.it:

La condanna del sindaco di Pozzuoli – L’accaduto ha suscitato la reazione indignata del sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, che ha espresso “piena solidarietà alla troupe di Rai 1 balordamente aggredita” e l’augurio che “le forze dell’ordine possano individuare i responsabili dell’inaudita e vile aggressione nei confronti di chi stava svolgendo il proprio lavoro”. “Siamo e saremo sempre dalla parte della legalità – ha sottolineato Figliolia – di chi è stato privato di un diritto, tant’è che stiamo già intervenendo per liberare gli immobili occupati. D’accordo con Prefettura, Questura e forze dell’ordine sono stati stabiliti 30 sgomberi, di cui 15 già in esecuzione. Queste reazioni devono essere duramente condannate. Non esiste motivo per giustificare alcun tipo di violenza”.

UsigRai: “Basta solidarietà, servono atti concreti” – “Ora evitiamo la solita sequela di comunicati di circostanza. Questa volta vogliamo atti concreti: i responsabili devono essere individuati quanto prima”. È la richiesta ferma avanzata dall’Esecutivo UsigRai dopo l’accaduto.

“Il clima di intolleranza e di violenza contro l’informazione e gli operatori dell’informazione ha raggiunto livelli inquietanti – scrivono i rappresentanti sindacali della Rai in una nota -. Servono atti concreti a tutela del diritto dei cittadini ad essere informati”.

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