Premio Letizia Leviti. Il 18 Dicembre la premiazione del miglior lavoro sul tema “Intelligenza artificiale”

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Un'immagine di Letizia Leviti in Iraq - Foto da ufficio stampa Associazione Letizia Leviti

Dopo l’edizione dello scorso anno svoltasi online a causa della pandemia, tornerà in presenza il 18 dicembre alle ore 18 la cerimonia di assegnazione del Premio giornalistico Letizia Leviti under 35 nella consueta cornice del Salone dei 500 di Palazzo Vecchio a Firenze.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Firenze e giunta alla sua quinta edizione, sarà condotta da Myrta Merlino e vedrà la partecipazione del Sindaco Dario Nardella e di nomi di spicco della stampa nazionale ed internazionale.

Il premio Letizia Leviti under 35 è riservato a giovani giornalisti freelance e collaboratori non assunti nelle redazioni.

Dedicato alla giornalista di Sky TG24 che ci ha lasciati nel 2016, il concorso è ispirato ai valori a lei cari e si attesta oggi tra i più prestigiosi e sicuramente tra i più originali nel panorama italiano, come si evidenzia dal numero e dalla qualità delle candidature pervenute, oltre che dal percorso professionale dei vincitori delle passate edizioni.

Sarà Claudio Cordova, presidente della giuria composta da Cecilia Anesi, Flavia Barsotti, Sara Manisera e Giulia Presutti, a svelare il nome del vincitore del Premio Giornalistico Letizia Leviti under 35 2021, a cui sarà assegnato un riconoscimento del valore di 2.000 euro ed una targa.

Durante la cerimonia in Palazzo Vecchio verranno premiati anche Andrea Spinelli Barrile e Lavinia Nocelli, rispettivamente vincitore e menzione speciale dell’edizione scorsa svoltasi online.

Intelligenza Artificiale è il tema di questa edizione, un tema ampio e complesso, definito con l’intento di valorizzare il lavoro del giornalista che, con un reportage o inchiesta, abbia affrontato con profondità il rapporto tra le persone e la tecnologia, che si dipana in diversi ambiti, tecnico-scientifico, morale, economico, sociale, ecologico, culturale, educativo. Analizzando gli effetti attuali ma soprattutto quelli potenziali.

Per questo la giuria ha valutato non solo reportage/inchieste su come l’Uomo abbia piegato la tecnologia ai propri fini, ma anche su come la tecnologia abbia piegato, in maniera silenziosa ma inesorabile, l’Uomo su di sé allontanandolo dal Reale. Ha cercato indagini che sono partite da domande e non da risposte.

Alla base del premio vi sono i valori che la Leviti ha da sempre ricercato nell’esercizio della sua professione: onestà intellettuale, cura del linguaggio, accuratezza e profondità di contenuti, la volontà di essere dove accadono i fatti, sincerità e autentica libertà di giudizio, stupore di fronte al reale. E come di consueto la giuria nella selezione ha preso in considerazione la capacità degli autori di svolgere un lavoro di ricerca approfondito, di verifica delle fonti e delle informazioni, in un momento storico in cui proliferano le fake news, oltre ad accuratezza e capacità critica.

Come dichiara Giovan Battista Varoli, presidente dell’associazione Letizia Leviti, “Il Premio intende proseguire il suo percorso e contribuire allo sviluppo di una “comunità” di giovani giornalisti di valore, come testimoniato anche dal percorso professionale dei vincitori delle precedenti edizioni, tra cui Francesca Borri, Sacha Biazzo, Andrea De Georgio.

La sesta edizione avrà come tema la Fragilità, un tema di nuovo ampio e ricco di significato”

“Siamo da sempre convinti che il giornalismo – afferma Claudio Cordova – debba raccontare e spiegare la complessità. Per questo non avevamo alcun timore sul tema scelto per l’edizione 2021 del Premio Letizia Leviti, “Intelligenza Artificiale”. Solo un occhio poco attento poteva considerarlo ostico. Abbiamo ricevuto inchieste, reportage e storie. Pubblicate tanto sulle grandi testate, quanto sui media locali, tanto online, quanto sulla carta stampata. Vista specificità del tema di quest’anno, constatiamo con soddisfazione anche l’attenzione da parte di diverse realtà editoriali tematiche, dedicate alla tecnologia e all’innovazione. Dai video ai testi, passando per i podcast, non c’è format che non sia giunto all’attenzione della Giuria. Questo mostra una effervescenza del giovane giornalismo italiano che non può che rallegrarci. Infine è molto importante sottolineare come siano arrivati numerosi lavori da Master e Scuole di Giornalismo: siamo quindi felici che il Premio Letizia Leviti stia, edizione dopo edizione, diventando un punto di riferimento per i giovani colleghi”.

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