Premio Luchetta. Ecco i vincitori della XIX edizione

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Il logo della XIX edizione del Premio lucchetta - Foto da pagina facebook @PremioLuchetta

Sono stati svelati i vincitori della 19sima edizione del premio Luchetta. Un Premio che è sempre più simile ad un osservatorio sul mondo: dallo Yemen all’Uganda, dalla “trappola” di Gaza nel mondo in pandemia, alla rotta mediorientale che dall’Afghanistan dei talebani conduce alla frontiera turca, all’occidente in cui si espande la sindrome da “alienazione parentale”. Anche quest’anno il Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, con i suoi reportage, è stato specchio fedele delle criticità, delle guerre, dei soprusi che si accaniscono contro i cittadini più fragili di ogni tempo: bambine e bambini, adolescenti di qualsiasi latitudine del pianeta, troppo spesso vessati da sopraffazioni fisiche, morali, psicologiche.

I premi – Così a vincere la XIX edizione nella sezione “TV News” è la giornalista Orla Guerin, che per BBC World News ha raccontato la devastazione degli edifici scolastici nello Yemen, dove è un bambino di 9 anni, Ahmed Rageeb, cieco dalla nascita, a guidare una classe nella scuola elementare Al Wahda Milad rimasta senza insegnanti, perché da anni non ricevono lo stipendio governativo. Orla Guerin al suo secondo Premio Luchetta (2019), è corrispondente della BBC per il Medio Oriente, ed è operativa fra lo Yemen, l’Arabia Saudita, l’Iraq, la Giordania, Israele, la Tunisia e la Libia.

Nella categoria Stampa Italiana il Premio Luchetta 2022 va al Corriere della Sera / La 27esima Ora per l’inchiesta realizzata da Rita Rapisardi e Federica D’Alessio sul fenomeno dei bambini strappati alle madri separate accusate di alienazione parentale. L’inchiesta era uscita online in due puntate, ed esplora il fenomeno dei bambini rinchiusi nelle case-famiglia oppure obbligati a frequentazioni o convivenze forzate con genitori violenti, anche quando in alcuni casi sono stati condannati in via definitiva. Emergono le vicende umane, le radici sociopolitiche e le implicazioni politiche e giudiziarie del fenomeno. Federica D’Alessio si è formata sul campo lavorando in un’agenzia stampa online e collabora con The Vision, Gli Stati Generali, TPI in tema di analisi e inchieste sociopolitiche e socioeconomiche. Giornalista freelance, Rita Rapisardi ha conseguito il master in Giornalismo all’Istituto per la formazione al Giornalismo di Urbino.

Nella sezione Reportage, il premio va a Gregorio Romeo, Ambra Orengo e Gabriele Zagni per il servizio, in onda su Piazza Pulita La 7, dedicato alla ‘trappola’ di Gaza. Un lavoro realizzato da remoto in tempo di pandemia, cercando di restituire l’effetto dell’inchiesta in presenza. Cittadini e reporter sul campo hanno girato in coordinamento con la produzione, realizzando un racconto in presa diretta in un momento in cui viaggiare era impossibile. Al centro della guerra tra Israele e Hamas c’è Gaza: chi era rimasto lì intrappolato raccontava cosa stava accadendo. “All’alba ci sentiamo fortunati ad essere ancora vivi”: così testimoniava Hassan, reporter locale. Gregorio Romeo, ha collaborato con La Repubblica e come producer, inviato e autore freelance ha collaborato con Vice, Huffington Post, Rai, History Channel, National Geographic. E’ a Piazza Pulita dal 2019 come Ambra Orengo, che ha lavorato all’Alto Commissariato per i diritti umani dell’Onu e dopo uno stage al Tg3 ha collaborato con Digitall, service di SkyTG24.it, The Post Internazionale e l’agenzia stampa MiaNews. Producer e communication officer di Piazzapulita, Gabriele Zagni lavora con Corrado Formigli dal settembre 2013. Per Piazzapulita ha seguito la realizzazione di reportage esteri, nonché la realizzazione di interviste esclusive con grandi protagonisti dell’attualità come Greta Thunberg, Carola Rackete, Richard Gere, Pierre Moscovici, Yulia Tymoshenko e Vanessa Nakate. È co-fondatore del progetto culturale SALT Editions.

Per la Stampa Internazionale vince il giornalista Jason Burke, che ha documentato su The Guardian con il collega Samuel Okiror i crimini e la repressione del governo ugandese dopo le elezioni: un regime nel quale i bambini venivano arbitrariamente arrestati e detenuti. Non solo: spesso erano anche abusati sessualmente e fisicamente e a tutti loro veniva negato l’accesso alle famiglie. Jason Burke è il corrispondente dall’Africa per i quotidiani inglesi The Guardian e The Observer. In più di 20 anni ha coperto il Medio Oriente, l’Europa e l’Asia meridionale. Ha coperto la guerra in Iraq e lavorato in Israele-Palestina dal 1999. È l’autore di The New Threat from Islamic Militancy, che è stato selezionato per il premio Orwell del Regno Unito.

Infine per la sezione Fotografia Premio Luchetta allo scatto di Sedat Suna pubblicato su The Guardian: un bambino afghano che si nasconde all’interno di un tubo fognario di cemento, dopo aver attraversato il confine dall’Iran alla Turchia. Il fotografo turco Sedat Suna ha iniziato a lavorare per l’EPA nel 2006 ed è entrato a far parte dello staff di fotografi nel 2013. Come fotografo, ha seguito in particolare il Medio Oriente, comprese le guerre in Siria e Iraq e la conseguente crisi dei rifugiati in Libano, Giordania e Turchia, la rivolta del 2010 e i successivi disordini in Egitto e la guerra in Libia per alcune delle principali organizzazioni giornalistiche e agenzie umanitarie del mondo. Collabora regolarmente con Getty Images e The Telegraph.

Le guerre dimenticate – Istituito nel 2004 dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con la RAI, “il Premio Luchetta – spiega la presidente della Fondazione Daniela Luchetta – è nato proprio per sensibilizzare istituzioni e cittadini sui diritti dell’infanzia minacciata e violata sulla terra. Dal bando della 19^ edizione, che si era chiuso il 15 febbraio 2022, possiamo ora restituire una significativa istantanea del mondo alle soglie dell’invasione dell’Ucraina. Le guerre dimenticate, quindi: oltre al conflitto in Europa, purtroppo, il pianeta è squassato da guerre di cui ci ricordiamo a malapena e su cui è giusto mantenere viva l’attenzione. E poi un tema prettamente italiano, che colpisce i nostri bimbi. La legge sulla bigenitorialità, che apre problemi inaspettati. Tutto, sempre, sulla pelle dei più piccoli e indifesi: i bambini. Al tema dell’Ucraina dedicheremo un focus e un percorso specifico attraverso il Premio Speciale 2022 della Fondazione Luchetta e le Giornate del Premio, venerdì 3 e sabato 4 giugno, a Trieste. Due giorni interamente dedicati ai dibattiti che, inevitabilmente, i temi proposti faranno scaturire”.

La premiazione – Sarà la Presidente di Giuria Maria Concetta Mattei, Direttrice della Scuola di giornalismo di Perugia, a consegnare i riconoscimenti ai vincitori sabato 4 giugno a Trieste, nell’ambito delle Giornate 2022 del Premio Luchetta in programma al Teatro Miela di Trieste il 3 e 4 giugno. “Ancora una volta il Premio Luchetta riconosce il valore dei colleghi che spesso rischiano la vita per informarci su quanto accade, dalle prime linee del mondo. La guerra in Ucraina, dal 24 febbraio ad oggi, ha aggravato il bilancio che era già inaccettabile per i più piccoli e gli adolescenti. Lo testimoniano i lavori dei vincitori, così come i reportage, gli articoli, le fotonotizie che sono arrivate quest’anno alla Giuria del Premio Luchetta”.

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