Prima la censura, poi le scuse e l’invito. Il “caso Morra” imbarazza la Rai

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Il senatore Nicola Morra, foto da profilo Twitter. @NicolaMorra63

“La direzione della Rai ha deciso che il senatore Morra non doveva essere qui”. In un evidente imbarazzo, Francesca Romana Elisei, conduttrice di Titolo V (programma del prime time di Rai3) ha annunciato venerdì sera al pubblico che il presidente della commissione parlamentare Antimafia, a causa delle polemiche suscitate dalle sue dichiarazioni su Jole Santelli e sui calabresi, non avrebbe potuto partecipare al programma. “Da ore – ha poi spiegato una nota del settimo piano – era in corso un dibattito particolarmente acceso su un argomento molto delicato che coinvolgeva i malati oncologici. Aldilà delle singole opinioni, la Rai, come servizio pubblico, pur nella consapevolezza della difficoltà di prendere una decisione che sarebbe stata comunque controversa, ha preferito adottare una linea di massima prudenza e tutela ed evitare di alimentare le molte polemiche che si stavano sviluppando su un tema così complesso”.

Un’esclusione che ha ottenuto l’effetto di creare altre polemiche, innanzitutto da parte dello stesso Nicola Morra che ha tuonato: “Rai intervista figlio di Riina e Buzzi ma non me”. Per poi invitare a fare “una riflessione sullo stato di salute della democrazia in alcune aziende, che un tempo erano le prime aziende culturali del Paese”. E una censura che non è piaciuta neanche all’Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai: “Troviamo la cancellazione della sua intervista un errore, nei modi, nei tempi e nel merito. Abbiamo sempre sostenuto, e non abbiamo cambiato idea, che il problema non è chi intervisti ma come, ovvero le domande che vengono poste o non poste”. Quindi le scuse e il passo indietro del vertice Rai. Prima il rammarico per le modalità con le quali è stata comunicata questa decisione e poi l’invito: “Avrà altre opportunità, sempre attraverso le reti del servizio pubblico ed eventualmente nello stesso Titolo V, per esprimere i suoi punti di vista”.

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