Editoria. Arrivano i fondi per i giornali in classe

Nuovi fondi alle scuole statali e paritarie per favorire la lettura dei giornali e aiutare i ragazzi a sviluppare un pensiero critico che li aiuti a difendersi dalle fake news. Li ha stanziati la legge di Bilancio 2020, che ha aumentato di 20 milioni di euro la dotazione del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione. Risorse che serviranno anche e soprattutto a finanziare la diffusione dei giornali nelle scuole. In particolare, al comma 390 la legge prevede un contributo fino al 90% della spesa per uno o più abbonamenti a quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di sett...

 

AieGli italiani amano sempre di più i libri digitali. Come loro anche in molte altre parti del mondo sono in continuo aumento i lettori di eBook. In Usa il 19% della popolazione adulta, con più di 18 anni legge su ebook reader, altrettanti lo fanno su tablet. Situazioni simili di crescita, anche se diverse nei valori percentuali perché legate a mercati meno “maturi” di quello americano, si riscontrano in Spagna, Germania, Francia. In Spagna il 7% di chi ha più di 14 anni dichiara di leggere ebook, mentre in Italia le previsioni parlano di un 3% di lettori digitali a fine 2012 un 3% (di chi ha più di 14anni). I dati sono stati anticipati dall’Associazione italiana editori, in vista della fiera della piccole e media editoria di Roma “Più libri più liberi”. La lettura di ebook, si evince dai numeri diffusi, non è più solo confinata ai “reader” ma si sta sviluppando sempre più anche su device multifunzione. Negli Usa affianco a chi legge su Kindle (41%) crescono i lettori su iPhone (29%) e tablet (23%). “Si legge in mobilità - spiegano dall’Aie - non solo su lettori dedicati (da Kobo a Kindle) ma anche su tablet in cui la “pagina” del libro, la sua narrazione, i suoi contenuti informativi (e formativi), di servizio (le guide), professionali si devono confrontare con tutto ciò che si può scaricare e guardare: un giornale o un periodico, la posta, un sito Web, una partita di calcio, un film o un trailer. E potendo condividere al tempo stesso l’esperienza che si sta facendo con altre persone. Di fronte a questi cambiamenti gli editori offrono prodotti editoriali che non sono più solo prodotti di replica, che considerano la rete solo come un canale distributivo. Lavorano a prodotti nuovi, adatti alle nuove forme di utilizzo dei contenuti: un prodotto/narrazione reso interattivo per rispondere alle richieste di inte(g)razione del lettore, per completare l’informazione che trova sul giornale, per riempire le pause della mobilità con storie che possono stare nello spazio di alcune fermate di metropolitana, per le esigenze della didattica e del mondo professionale”.

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