Primo Di Nicola: “Nuova Agcom sia al di sopra di ogni sospetto”

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Il senatore M5S Primo Di Nicola. Foto dal profilo Twitter.

L’informazione Rai non ha rispettato i “principi di indipendenza, imparzialità e pluralismo” e per questo il Consiglio dell’Agcom – nella riunione di giovedì 13 febbraio – ha deciso di comminare una sanzione di 1,5 milioni. Un provvedimento – preso a maggioranza e da un un board alla vigilia della sostituzione – che in molti in queste ore hanno etichettato come sospetto. In sostanza un’indebita pressione, soprattutto da parte del Partito Democratico, nei confronti del capo azienda Fabrizio Salini. Tanto più alla vigilia di un’importante tornata di nomine ai telegiornali prevista al settimo piano per venerdì 21 febbraio. Lo Specialista ne ha parlato con il senatore del Movimento 5 Stelle Primo Di Nicola, vicepresidente della commissione di Vigilanza sulla Rai.

La tempistica di questa sanzione dell’Agcom è sospetta? “Che ci siano dei problemi nell’informazione della Rai è cosa nota – ha premesso Di Nicola – e noi lo abbiamo a più riprese denunciato. Questa multa è una cosa grave. Ma lo è anche che l’Authority non abbia contestualmente reso noto il dettaglio delle trasmissioni a cui si riferisce. E a distanza di giorni stiamo ancora aspettando… Insomma, che Agcom sia ‘arbitro’ dell’informazione è indispensabile, ma è singolare che una sanzione così corposa sia arrivata annunciando violazioni pesantissime e ripetute senza che venissero indicate le motivazioni”.

Ora la Camera e il Senato devono procedere al rinnovo dell’Agcom. Come vi comporterete? “Questa vicenda – ha aggiunto il vicepresidente della Vigilanza Rai – dimostra una volta di più come l’Autorità deve agire senza mai lasciare ad alcuno il sospetto che adotti decisioni di parte o strumentali rispetto a qualcosa. Queste polemiche pongono sul tappeto la necessità assoluta di avere per i prossimi anni un’Autorità delle comunicazioni i cui membri siano competenti e al di sopra di ogni sospetto. Le loro decisioni non dovranno mai lasciare spazio al dubbio che dietro ci sia la tutela di un interesse di parte o un’aggressione a qualche operatore”.

Da più parti si ipotizzano pressioni del Pd su Salini in vista delle nomine ai Tg. Cosa consiglia al capo azienda? “Se c’è una cosa che un parlamentare, per di più membro della Vigilanza Rai, non deve fare è proprio consigliare e intervenire sull’operato dei manager di Viale Mazzini. Abbiamo assolutamente bisogno di un’azienda pubblica indipendente dalla politica. Basta alle intromissioni – ha concluso Di Nicola – è arrivato il momento di avviare in Parlamento l’esame dei provvedimenti dei disegni di legge presentati per riformare la governance della Rai. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, vogliamo una riforma della Rai che sul modello anglosassone porti alla creazione di un organismo indipendente che amministri il servizio pubblico come possono fare le migliori aziende editoriali”.

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