Ps Berlusconi gongola: in Russia Mediaset ha fatto soldi e servizio pubblico

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Foto ufficio stampa Mediaset.

Questa volta l’amministratore delegato Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, ha voluto stravincere. Prima ha staccato un assegno da 70 milioni per i Mondiali di Russia 2018 senza l’Italia – un evento in perdita per la Rai a causa del tetto pubblicitario al 4% – e ha deciso di trasmettere tutto l’evento gratis. Poi ha festeggiato 297 milioni di telespettatori totali, 49 milioni in più (+19,7%) rispetto a Brasile 2014 quando sul prato verde c’erano anche gli azzurri. Quindi ha svelato che un evento che per gli scettici poteva al massimo chiudersi a break even si è addirittura concluso in utile con una raccolta pubblicitaria da brividi: oltre i cento milioni. E infine, ciliegina sulla torta, si è detto orgoglioso “di offrire un vero servizio per il pubblico”.

Una buona operazione commerciale, insomma, ma soprattutto una grande operazione d’immagine. Una dimostrazione di forza di Mediaset che approfittando delle alterne vicende della Rai si candida a diventare un sostituto della Tv di Stato nella trasmissione di eventi così rilevanti per il grande pubblico. Senza contare che di questi tempi, con il governo del cambiamento a Palazzo Chigi e con Urbano Cairo che brama un pezzo di canone Rai, fidelizzare un po’ di pubblico giovane, digitale e social, non è stato affatto male. Certo, resta il rammarico dell’ultima “sciabolata” su Mediaset per Sandro Piccinini; c’è l’incognita della sorte della magnifica squadra di Sport Mediaset ora che il calcio a Premium lo passerà Dazn. Ma a Cologno hanno dimostrato che sulla tv in chiaro – sia in Italia sia in Spagna – non temono rivali.
 

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