Pubblicità e bimbi, Sony contestata

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bimbi_e_tv.jpgLa pubblicità della Sony internet tv finisce sotto accusa. A denunciare la reclame dell’ultimo televisore Sony Bravia, il marchio della casa giapponese che indica gli schermi ad alta definizione, è la Lega consumatori. L’associazione ha annunciato, in una lettera firmata dal segretario Remigio Del Grosso, la denuncia della Sony al Comitato di Controllo dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria e all’Antitrust. La colpa di questa pubblicità, secondo l’organizzazione dei consumatori, è di “arrecare danno alla personalità dei bambini”. Lo spot mostra un bambino “in posizione orante” davanti al televisore, che riflette la sua immagine trasfigurata nel suo idolo, mentre la sorellina lo guarda compiaciuta. “A mio avviso, tale pubblicità – scrive Del Grosso nella lettera di denuncia – oltre a violare l’art.11 del Codice di Autodisciplina della comunicazione commerciale, si sostanzia in una pratica commerciale scorretta che arreca danno alla personalità dei minori, abusa della loro naturale credulità e mancanza di esperienza ed abusa altresì dei naturali sentimenti degli adulti per i più giovani”. Il segretario della Lega consumatori sostiene che, “utilizzare la figura adolescenziale per vendere un televisore, è quanto di più scorretto si possa fare nei confronti dei minori e dei genitori che fanno tanta fatica per educarli ad una vita meno passiva possibile”. “Non bisognerebbe – continua Del Grosso – mai incitare i bambini a stare davanti alla Tv: il tempo da loro trascorso in questo modo, infatti, già supera le 2 ore al dì per il 13% di loro, numero che sale al 25% nel fine settimana, comportamento cui è associato un maggior rischio di obesità, anche a voler trascurare gli effetti sullo sviluppo psico-motorio ed affettivo. La pubblicità della Sony riporta l’attenzione sul problema della tutela dei minori in materia di comunicazione. Una tutela che, secondo il segretario, in Italia è “assai debole rispetto ad altri paesi”. “Le norme – continua la lettera – in verità, non mancano: dai codici di autoregolamentazione, a vari provvedimenti legislativi e delibere di Autorità indipendenti. Tuttavia, come afferma l’illustre costituzionalista Augusto Barbera, “la personalità dei minori, sia dei bambini che degli adolescenti, appare tuttora priva di una effettiva tutela e schiacciata fra una mal interpretata libertà di espressione ed una ben calcolata libertà del mercato”. A supporto della tesi di del Grosso si è espressa anche la professoressa Anna Oliverio Ferraris, titolare della cattedra di psicologia dello sviluppo presso l’Università "La Sapienza" di Roma. “Si gioca cinicamente – afferma la professoressa, – con l’inconscio dei bambini, li si induce cioè in modo subdolo ad identificarsi non solo con il personaggio prestigioso che appare sullo schermo, ma con lo schermo stesso e… con quel tipo di televisore. Inoltre, si incoraggiano i bambini a stare davanti alla tv, come se quello fosse un modo naturale di trascorrere il tempo per la loro età, quando invece hanno bisogno di muoversi, di agire, di prendere iniziative, di essere protagonisti dei loro giochi”. “Una pubblicità del genere – continua la professoressa – non troverebbe ospitalità nei paesi del nord Europa dove c’è un maggior rispetto per i bambini e una maggiore sensibilità nei loro confronti". La denuncia arriva a distanza di due mesi da un appello (moral suasion) alla Direzione Comunicazione della Sony Italia, affinché la Società ritirasse o modificasse la pubblicità ritenuta scorretta.