Pubblicità: tutti gli spot del Super Bowl LV commentati

0
1003
Immagina dal database di Canva.com

È l’appuntamento più importante dell’anno per i pubblicitari statunitensi. Quello che richiama i maggiori investimenti e – diciamolo – anche la migliore creatività. L’unica cosa, infatti, che la pandemia pare non essere riuscita a scalfire sono proprio i prezzi dei passaggi pubblicitari durante il Super Bowl. Da quanto riferisce la testata Fast Company, uno spot televisivo di 30 secondi ha un costo che si aggira attorno a 5,5 milioni di dollari. Sì, cinque milioni e mezzo di dollari per trenta secondi. E nonostante l’anno complicato, tutti gli slot disponibili sono stati assegnati, con due mesi di ritardo rispetto al solito – riferisce Vulture – e grandi assenti come Coca Cola e Pepsi.

Con i protocolli sanitari in atto per limitare la diffusione del contagio da Sars-Cov-2, il pubblico al Raymond James Stadium di Tampa (FL) per la sfida fra i Tampa Bay Buccaneers e i Kansas City Chiefs era limitato a 25.000 persone. Le stime del pubblico televisivo parlano invece di oltre 100 milioni di persone in tutto il mondo. In Italia, la diretta era su Rai2 e su DAZN.

Si è sicuramente trattato di un Super Bowl atipico – ma non sottotono. Anche lo show di metà tempo – affidato quest’anno a The Weeknd – ha la sua dose di curiosità, a partire dalla giacca rossa di Givenchy che il cantante vincitore di un Grammy Awards ha fatto decorare con migliaia di cristalli, la cui aggiunta è costata 250 ore di lavoro.

E gli spot televisivi? Vulture ce li racconta in dettaglio (ma li abbiamo visti uno ad uno anche noi di AdgInforma), a partire da Wayne’s World (Fusi di Testa) per Uber Eats:

“Siamo tornati! Il 2020, ragazzi, è stato un grande anno” – così apre Mike Myers. E Dana Carvey gli fa eco, in perfetto stile Fusi di Testa e con abbondanza di espressioni tipiche dello show, a partire dal divano della tavernetta della madre di Wayne ad Aurora, nell’Illinois.

E se i creativi nostrani avessero bisogno di qualche suggerimento per il prossimo spot di un detersivo, ecco che arriva Tide. Protagonista è la felpa di Jason Alexander (attore e comico statunitense, particolarmente conosciuto per la sit com Seinfeld; è stato l’avvocato di Richard Gere in Pretty Woman), violentemente bistrattata dal proprietario adolescente:

Che dire poi della versione sexy di Alexa di Amazon, interpretata dall’attore protagonista di Creed – Nato per combattere, Michael Bakari Jordan? Certo, chi non lo vorrebbe come voce narrante di un audiolibro, mentre ci godiamo un bagno rilassante a lume di candela?

Fra quanti hanno rilasciato gli spot prima del grande giorno del Super Bowl, anche Squarespace, società statunitense di creazione e hosting per siti web, che ha ingaggiato il regista premio Oscar Damien Chazelle (La La Land, 2017). Il tema è dato dalla nota canzone di Dolly Parton “9 to 5”, che per l’occasione diventa “5 to 9” e lancia un invito a imprenditori e non, a seguire le proprie passioni.

La musica la fa da padrona anche con i Cheetos: Ashton Kutcher accusa la moglie, Mila Kunis. “Hai di nuovo rubato i miei Cheetos?” Quello che ne segue è esilarante, per chi ricorda la hit di Shaggy di ben 21 anni fa. Certo, anche Shaggy figura nel video:

Non poteva certo mancare TikTok. Il social network che ha visto il boom più consistente di utenti (e polemiche) nel 2020 diventa il protagonista dello spot di Scotts Miracle-Gro (azienda che fornisce attrezzi e semi per il giardinaggio). A giocare con la piattaforma di video streaming più discussa del pianeta è la star de “La febbre del sabato sera”, John Travolta, che si lancia in una ancora perfetta performance insieme alla figlia, fra gli sguardi di Martha Stewart che raccoglie i pomodori e Leslie David Baker (Stanley in The Office) che fa quello che sa fare meglio, cioè lamentarsi.

Grande sfilata di star dello sport per la birra light Michelob Ultra, che sfida i vincenti (fra cui Serena Williams, Anthony Davis, Peyton Manning e il golfista Brooks Koepka) con una domanda: “Fatti una domanda: sei felice perché vinci, o vinci perché sei felice?”

Michelob però non è solo birra. E al Super Bowl LV raddoppia con la soda bio e i sosia (questa volta) di Megan Fox, Serena Williams, Usher, Sylvester Stallone e Lucy Liu, ma il vero attore e regista Don Frank Cheadle (candidato all’Oscar nel 2005 per Hotel Rwanda) e suo fratello.

Che dire poi della angosciante versione bidimensionale del sex symbol Matthew McConaughey nello spot dei Doritos? L’affascinante pediatra di Prima o poi mi sposo e il drammatico cowboy da premio Oscar di Dallas Buyers Club, fra gli uomini più belli e influenti al mondo, rischia la vita fra robot aspirapolvere e folate di vento mentre accompagna il cane. “Ci dev’essere un modo per tornare in me”, dice l’attore mentre sconsolato, nella notte, si intrufola in un distributore automatico pieno di Doritos 3D.

Poiché Budweiser quest’anno ha scelto di passare la mano e non acquistare spazi pubblicitari durante il Super Bowl LV, non ci resta che consolarci con i due spot di Bud Light (birra e selzer). Per la birra light, ecco entrare in scena tutte le “BudLegends”, gli Avengers degli spot passati, per salvare la distribuzione delle bottiglie interrotta da un incidente:

Per i selzer, l’ispirazione è ancora una volta data da un 2020 non proprio piacevole. Ma d’altra parte, per dirla con Stephen King: “Se la vita ti dà limoni… (sapete come finisce, vero?)

Restando in tema bevande, ecco l’energy drink Rockstar Energy, che vede come protagonista il rapper Lil Baby. Che non è certo “nato sotto i riflettori”, ma che non si è mai arreso e ha seguito i propri sogni:

Non poteva certo mancare uno spot in puro tema NFL, sia nel cast che nel prodotto (d’altra parte, sfida sportiva in tv chiama patatine!). Si tratta di Frito-Lay e del suo “Era la notte prima del Super Bowl”, narrato da Marshawn Lynch, running back dei Seattle Seahawks. Notevole la comparsa dei fratelli Peyton e Eli Manning in pigiama, che ricevono una consistente lavata di capo dal babbo. Memorabile la presenza del mitico (per i fan della NFL) Terry Bradshaw, storico quarterback dei Pittsburgh Steelers. Da vedere… senza dimenticare gli snack!

Se Anheuser- Busch InBev ha deciso di non investire nel Super Bowl per la storica Budweiser, ha però confermato anche lo spot di un altro marchio mondiale del gruppo, Stella Artois. Voce e volto (magnetici) di Lenny Kravitz ci ricordano che “tutti noi nasciamo con due miliardi e mezzo di battiti cardiaci” e che questo ci rende tutti miliardari. “Investiamo”, invita Kravitz. “Investiamo gli uni negli altri. Nei momenti che condividiamo.”

La domanda chiave di questo Super Bowl atipico è quella che pone Chipotle: “Può un burrito cambiare il mondo?” Messaggio vs. celebrità per la catena di fast food messicano, che prova a parlare di sostenibilità. Peccato per la componente degli allevamenti animali, non propriamente “amici del pianeta”. Ma bel tentativo:

Non potevano certo mancare gli M&M’s nella sfilata di “snack da partita” che si sono accaparrati gli spazi pubblicitari del Super Bowl LV. Certo, sarebbe bello se le persone si scusassero a suon di pacchetti di M&M’s. Anche quando le scuse non sono propriamente sentite (“Mi dispiace per aver preso a calci di proposito il tuo sedile”, dice l’omone in apertura). E decisamente non lo sono quelle di Dan Levy, star della serie canadese Schitt’s Creek (Netflix): “Prometto di non mangiare più nessun vostro amico”. Davvero? Sì, certo, ti crediamo.

Se dici Clydesdales dici Budweiser – ma no, quest’anno non ci sono. Eppure, la Sam Adams ci porta ugualmente gli iconici cavalli di tanti spot della Bud. In modo assai meno poetico, però:

Per la Pringles, il tema è sempre quello storico: “Once you pop, you can’t stop”. Perché quando si comincia a mangiare le Pringles, tutto il resto perde d’importanza. Anche gli astronauti ammarati (e abbandonati):

Mountain Dew lancia la propria personalissima sfida agli spettatori del Super Bowl attraverso il wrestler John Cena. “Vinci un milione di dollari se saprai contare correttamente il numero di bottiglie di MNT DEW durante lo spot mandato in onda durante la partita”. Questo spot.

Fra le “prime volte” al Super Bowl, c’è Vroom.com, azienda statunitense per la compravendita di auto usate, che ci ricorda quanto poco ci piaccia avere a che fare con un venditore d’auto:

Anche per Mercari, sito di compravendita giapponese, il Super Bowl LV è stata la prima volta:

Non poteva mancare il richiamo diretto alla pandemia, alle difficoltà, all’unità nazionale: lo troviamo nello spot della Ford, parte della campagna #FinishStrong che vede l’azienda impegnata a donare DPI a comunità vulnerabili e a progettare dispositivi per proteggere le persone dal virus. Perché prima o poi torneremo ad essere quelli che eravamo. Torneremo a toccarci, amarci, vivere. Nel frattempo, “tuteliamoci l’un l’altro”:

Trump è storia (anche sui social), ma gli eventi post-elezioni saranno difficili da dimenticare. Come la conferenza stampa nel parcheggio del Four Season Landscaping. E per la prima volta al Super Bowl del marketplace online per freelance, Fiverr, ci porta proprio in quel parcheggio. Perché “il successo è spesso essere al posto giusto, nel momento giusto”:

Altro spot, altra ex star della NFL. È la volta di Tony Romos, quarterback dei Dallas Cowboys e oggi analista televisivo. Tony e sua moglie amano vivere al massimo: mangiano sandwich giganti, dormono su cinque materassi super-imbottiti, guidano pick-up mostruosi. E scelgono scarpe Sketchers con suola super-imbottita:

30 secondi di smorfie, fatica e musica da sessione di carico per Oikos Pro – lo yogurt formulato appositamente per gli sportivi con 20 gr di proteine. Perché anche Spongebob non ha un bell’aspetto quando fa lo strappo:

Anheuser-Busch non è certo nuova agli spot in occasione del Super Bowl, ma quest’anno per la prima volta scende in campo anche con un minuto puramente istituzionale, in cui racconta i momenti che possono essere resi migliori condividendo una birra (sempre responsabilmente, sia chiaro). Perché non è mai questione di birra, è questione di “cura reciproca”:

E se ci dicessero che possiamo chiedere uno sgravio fiscale per l’età avanzata, o qualora ci si prenda cura di alberi eccezionali, e addirittura per ospiti alieni? Beh… gli esperti sono quelli di TurboTax (peccato non operino in Italia). Ah, occhio alle flatulenze delle mucche: perché ci sono paesi in cui tassano anche quelle:

A quanto pare, la Logitech ha guadagnato così tanto vendendo mouse, tastiere e webcam durante la pandemia e il boom dello smartworking, da potersi permettere il primo spot televisivo in occasione del Super Bowl. Per farlo, ha ingaggiato però un “veterano” dei grandi eventi sportivi, Lil Nas X:

Nick Jonas – dei Jonas Brothers – presta volto e voce allo spot della Dexcom, per promuovere un sistema di misurazione della glicemia che non necessita prelievo di sangue. D’altra parte, oggi abbiamo la tecnologia per invecchiarci digitalmente, per far consegne tramite drone, macchine che guidano da sole, robot che puliscono i pavimenti. Siamo stati persino su Marte. È ora di abbandonare la pratica obsoleta della gocciolina di sangue per misurare il diabete, no?

Sembra quasi anacronistico sentir parlare di “patriottismo” in uno spot televisivo, ora che l’era Trump è tramontata. Ma è la linea editoriale scelta dalla serie di spot di WeatherTech, azienda di accessori per l’automotive statunitense (producono tappetini per auto). Protagonisti sono i dipendenti dell’azienda, che condividono importanti pilastri dell’orgoglio americano: il senso di appartenenza, famiglia, occasione professionale. Ma vanno oltre, con una bella dose di inclusività e pari opportunità. Siamo decisamente anni luce dal patriottismo trumpiano:

Avete presente Il “Boss dei Matrimoni”? Ebbene, il comico e attore Brad Garrett (Tutti amano Raymond) impersona “Il Boss degli Affettati” in questo spot per Jimmy John’s. Peccato che il vero re della charcuterie non sia lui… e il tradimento avvenga proprio in famiglia:

Maya Rudolph (attrice di Gattaca, Qualcosa è Cambiato, Un Weekend da Bamboccioni 1 e 2, fra gli altri) è la protagonista di questo esilarante spot per la banca svedese Klarna, ambientato in un ridicolo far west di pony, vasche da bagno per strada, e improbabili stivali rosa con un non meglio identificato “spirito dell’estasi” sulla punta:

Per il gruppo “prima volta al Super Bowl” non possiamo certo ignorare il minuto di Indeed, piattaforma di recruiting, che gioca tutto sull’emozionale, sul politicamente corretto, sulle nuove modalità di recruiting a distanza dettate dalla pandemia, sulle famiglie, sulle donne, sulle minoranze etniche. Uno spot che sicuramente centra appieno il grave problema che affligge la maggior parte dei paesi occidentali, in ginocchio per il Covid:

Ci piacerebbe fare i conti in tasca ad Anheuser-Busch, che quest’anno si gioca un’altra prima volta con i 30 secondi adrenalinici e assai invitanti dei cocktail e long drinks in lattina della gamma Cutwater Spirits:

Sapevate che la Norvegia vende più auto elettriche pro capite di quante ne vendano invece gli Stati Uniti? Ecco perché la General Motors annuncia in modo assai colorito 30 nuovi modelli elettrici entro il 2025. E nel frattempo? Beh, magari una mappa per permettere a Will Farrell (Saturday Night Live, Zoolander, Austin Powers) di arrivare in Norvegia non guasterebbe. Kenan Thompson (Saturday Night Live) e Awkwafina (Ocean’s 8, Jumanjii: The Next Level) stanno già socializzando con le renne:

Altra notevole sfida emozionale quella di Toyota. In vista di Giochi Olimpici che potrebbero non accadere per nulla, il produttore di auto giapponese racconta la storia della nuotatrice paralimpica Jessica Long. “Crediamo che ci siano speranza e forza in ognuno di noi”. E dopo questi 58 secondi, come dar loro torto:

La versione statunitense dell’uomo che non deve chiedere mai è la Dr. Squatch, che nei 30 secondi del Super Bowl promuove il proprio sapone naturale per uomini veri. Uomini “che costruiscono cose, aprono barattoli di sottaceti al primo colpo, sfidano i giganti e permettono alle proprie figlie di intrecciar loro i capelli” (sì, è esilarante):

Chissà se lo scorso dicembre, quanto la ormai ben nota Robinhood prenotò il proprio spazio pubblicitario in occasione del Super Bowl, avevano già sentore della fama mondiale non propriamente edificante che avrebbe loro garantito l’affare GameStop. E gli utenti, almeno su Twitter, hanno già abbondantemente condannato lo spot, che recita “Non hai bisogno di diventare un investitore. Lo sei dalla nascita”:

Un’altra prima volta, al Super Bowl LV, è quella del rivenditore di abbigliamento tecnico e attrezzatura per la pesca, la caccia e l’outdoor in generale, che sfrutta il senso di reclusione provato durante il lockdown e le limitazioni agli spostamenti legate alla pandemia per invitare gli statunitensi a buttarsi in “avventure all’aria aperta”:

P&G non è certo nuova agli spot televisivi durante il Super Bowl, e quest’anno il lockdown e lo smartworking offrono in più l’occasione per riflettere su un dato importante. Nel 65% delle case, i lavori domestici ricadono sulle spalle di un’unica persona. Magari è arrivato il momento per una gestione più partecipativa della casa, no? D’altra parte, “quando lavoriamo insieme le cose riescono meglio”:

Altro giro… Altra birra! Non poteva certo mancare la Guinness, che è main sponsor di un altro grande evento sportivo che ha preso il via sabato 6 febbraio (il Sei Nazioni di Rugby). E come sempre quando si parla di Guinness, scendono in campo i pezzi da novanta. Per lo spot del Super Bowl la nera più famosa del mondo si affida ad uno dei migliori quarterback della storia della NFL, Joe Montana, che spiega cosa significhi essere il GOAT – il Greatest Of All Times (Il Migliore di Tutti i Tempi – certo, in italiano l’acronimo non rende per niente). Altro messaggio positivo post-pandemia (anche se proprio “post” non è): essere i migliori non è vincere sempre. Essere i migliori è rialzarsi sempre, e giocare in squadra e per la squadra:

Ricordate Edward Mani di Forbice? Cadillac ci presenta suo figlio, Edgar, interpretato da Thimotée Chalemet, a fianco di una Winona Ryder che riveste i panni di Kim Boggs. Uno spot che forse più di ogni altro incarna lo spirito delle pubblicità del Super Bowl. Uno spot che è un corto, una storia, un’emozione. Uno spot che ci porta a guidare verso il tramonto con il giovane Mani di Forbice:

Stesso spirito per Jeep: 2 minuti e dieci secondi di racconto con la voce di Bruce Springsteen, che parte dalla chiesetta in Kansas, situata nel centro perfetto degli Stati Uniti “continentali”. Una chiesa che non chiude mai, e che accoglie tutti. Una chiesa che invita ad incontrarsi “a metà strada”. Un metà strada, un equilibrio, che è stato molto difficile raggiungere e mantenere ultimamente. Fra rossi e blu, fra servi e cittadini, fra libertà e paura. “Ma la paura non è mai stata la parte migliore di chi siamo”, dice Springsteen. “Quanto alla libertà, non è appannaggio di un manipolo di fortunati, appartiene a tutti noi”. Poetico, e visti gli avvenimenti degli ultimi mesi negli USA, necessario:

Nell’anno della pandemia e dell’home delivery non poteva certo mancare lo spazio promozionale per le consegne a casa. Arriva con DoorDash, l’azienda che detiene la più grande quota di mercato nel settore dell’home delivery, e che si basa sul concetto di prossimità per far scoprire i migliori ristoranti di zona. Concetto che è alla base dello spot mandato in onda durante il Super Bowl LV:

Merita una menzione a parte lo spot probabilmente più controverso della serata, quello di Oatly, in cui il CEO dell’azienda, Toni Petersson, intona una appassionata elegia per il latte vegetale dell’azienda, nel mezzo di un campo d’avena. “È come il latte, ma fatto per gli umani”:

Palcoscenico di notevole rilievo per lo spot pubblicitario dell’ultimo nato nella guerra delle piattaforme streaming, la Paramount+, che debutterà il 4 marzo. Oltre quattro milioni di visualizzazioni per la spedizione di conquista del monte Paramount:

Fra gli altri spot andati in onda, troviamo quello della compagnia di assicurazioni State Farm, con lo scouting per il “nuovo volto” dell’azienda:

I mutui “sexy” di Rocket Morgage:

E i 5 secondi più lunghi della storia, quelli di Reddit, rilanciati però su Twitter da Philip Lewis, senior editor dell’HuffPost:

 

**Grazie per aver letto fino a questo punto. L’analisi AdgInforma degli spot pubblicitari andati in onda durante il Super Bowl LV vuole essere puramente informativa e non significa un endorsement dei prodotti e/o dei servizi promossi durante la partita.