Radio. Aeranti-Corallo: “Contrari ad aumento limite diffusione radio locali”

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Foto: pixabay.com

Aeranti Corallo interviene sul tema della consultazione pubblica del ministero dello Sviluppo economico sul riordino del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, in attuazione della direttiva Ue 2018/1808 e si dice contraria all’aumento del limite di diffusione delle radio locali da 15 a 30 milioni di abitanti.

L’associazione delle emittenti locali guidata da Marco Rossignol ritiene “estremamente importante che il quadro normativo di riferimento (art. 24 commi 1 e 2 del Tusmar) garantisca il mantenimento dello spazio e del ruolo dell’emittenza radiofonica locale e mantenimento del relativo mercato della raccolta pubblicitaria. In questi giorni, è stata formulata una proposta di modifica dell’art. 24, comma 2 del Tusmar finalizzata ad estendere da 15 milioni a 30 milioni il limite di copertura territoriale delle radio locali. Tale proposta viene sostenuta, tra l’altro, da alcuni gruppi nazionali titolari anche di emittenti locali”. Aeranti Corallo sostiene che questa proposta “non possa essere condivisa laddove non sia inserita in un riassetto complessivo del settore che preveda una rigida normativa antitrust che garantisca il mantenimento del pluralismo e della concorrenza, evitando che gruppi radiofonici nazionali privati possano assumere posizioni dominanti nel settore della radiofonia locale e del relativo mercato pubblicitario (aspetto importantissimo anche in relazione all’imminenza dell’approvazione del nuovo Piano di assegnazione delle frequenze per le trasmissioni radiofoniche digitali Dab+”.

Aeranti-Corallo ritiene, inoltre, indispensabile che non venga apportata alcuna modifica alla norma che vieta l’uso, in ambito locale, di marchi radiofonici nazionali. L’uso dei marchi radiofonici nazionali in ambito locale creerebbe, peraltro, anche distorsioni nella rilevazione dell’audience, generando il fenomeno della cosiddetta duplicazione degli ascolti a danno della credibilità dell’intero sistema radiofonico. Secondo l’associazione, infine, è “molto importante rafforzare i principi contenuti nell’art. 42, comma 10 del Tusmar prevedendo che l’adozione, da parte dell’Agcom, del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze radiofoniche in tecnica analogica, avvenga solo dopo il pieno sviluppo del mercato radiofonico digitale dab+, con il possesso di ricevitori radiofonici digitali dab+ da parte di almeno il 75% della popolazione. Inoltre il piano delle frequenze dovrà, comunque, consentire la prosecuzione dell’attività da parte delle imprese radiofoniche locali e nazionali operanti alla data di approvazione del piano stesso, con gli impianti eserciti a tale data”.

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