Raffaella: “e non c’è nome più potente, non c’è nome più importante”.

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Raffaella Carrà in foto, dal 1960 (Museo del Cinema di Torino) al 2013

Uragano Raffaella, verrebbe da dire. È questo che deve aver convinto a dedicare a lei e alla sua musica “Explota Explota” – titolo in inglese “My heart goes boom” – commedia musicale di produzione italo-spagnola. E che di conseguenza ha dato il La ad un lungo articolo-tributo del The Guardian, tutto dedicato all’icona della musica e della tv (non solo italiana), Raffaella Carrà. “Quando la Svezia aveva gli Abba, l’Italia aveva la Carrà” ha sottolineato il giornale inglese che nei giorni scorsi è stato ripreso da pressoché tutti i giornali italiani. Insomma, da Ferro al Guardian tutti celebrano l’icona italiana del pop.

La Carrà è stata sicuramente un’artista antesignana e prolifica. È infatti sulle note della sua indimenticabile produzione musicale che si muove il musical del regista uruguaiano Nacho Álvarez, girato nel gennaio scorso tra Madrid, Pamplona e Roma e coprodotto da Spagna (Tornasol) e Italia (Indigo Film) e che verrà presentato al Torino Film Festival dal 24 al 28 novembre.

Il ritmo della commedia musicale è dato dall’imponente discografia di Raffaella, che a 77 anni ha all’attivo oltre 50 album pubblicati, decine di premi e riconoscimenti fra dischi d’oro, di platino, Telegatti, microfoni d’argento (fra gli altri), in Italia e all’estero; ha calcato palcoscenici, recitato in decine di film per il cinema e la tv, ha presentato show e varietà di diversa natura in Italia, Spagna, Svizzera, Argentina, preso parte a festival musicali e programmi radiofonici… e anche scritto libri.

Cantante, ballerina, attrice e presentatrice televisiva, è fuor di dubbio che Raffaella Carrà sia una delle personalità più famose del mondo dello spettacolo della seconda metà del XX° secolo, e anche le generazioni che non sono cresciute a suon di Tuca Tuca conoscono molte delle sue canzoni “sempreverdi” a memoria, e le ragazze di tutto il mondo devono a lei l’aver smarcato l’ombelico in mostra (e non solo in tv).

Ma per Angelica Frey, la giornalista del The Guardian che le ha dedicato un omaggio in piena regola, il merito di Raffaella Carrà va ben oltre il suo eccezionale estro artistico: in 60 anni di carriera, Raffaella è una vera icona culturale, che ha dato alle donne “facoltà di parola” in camera da letto. E nella cattolica, beghina Italia “col rosario in mano” degli anni ’60 e ’70, Raffaella Carrà ha bypassato totalmente la diatriba sulla lunghezza delle gonne delle donne in tv, o sulla profondità della loro scollatura prima che una mano sapiente l’addobbasse con gradevoli fiori. Raffaella ha parlato di sesso “al femminile” anni prima di Donna Summer, Cher, Cindy Lauper, 15 anni prima della tanto discussa “Erotica” di Madonna. E per la Frey ha ispirato anche le inglesissime Spice Girls.

Il merito di Raffaella Carrà, però, non è stato tanto quello d’aver sdoganato ombelico o sesso: provocatoria ma mai volgare, mai fuori posto, mai sottomessa, sempre sorridente, elegante, coinvolgente, amata da padri, madri, figli, gay, etero, e chi più ne ha, più ne metta. Ha abbracciato di ritmo e allegria una generazione dopo l’altra lasciando a tutti un’eredità tanto semplice quanto dirompente: “godetevi appieno il ritmo della vita”, dice ogni suo sorriso, ogni passo di danza; “non nascondete emozioni, perché non c’è odio non c’è guerra quando a letto l’amore c’è”.

Una donna che ha ceduto alle pressioni della Rai che non voleva sospendere “Ma che sera” (con 30 milioni di spettatori a puntata) nonostante l’omicidio Moro, ma poi ha lasciato l’Italia, troppo forte la vergogna nel non aver rispettato quel dramma, quel dolore.

Per l’Espresso, già nel 1984, la Carrà era “più applaudita di Pertini, più cara di Michel Platini, più miracolosa di Padre Pio”. E ancora oggi, a 77 anni compiuti, vederla in tv ci regala quelle emozioni positive di cui c’è tanto bisogno, nell’era del revenge porn e dell’ostentazione esasperata, perché la vera libertà, quella che le è valsa anche un riconoscimento in Spagna, l’ha inventata lei.