Rai: Alberto Barachini resta presidente Vigilanza, Fdi avrà (forse) un posto in cda

0
714
Il presidente della Vigilanza Rai, Alberto Barachini. Foto da streaming.

Con Mario Draghi presidente del Consiglio, una nuova maggioranza (molto ampia) che lo sostiene e Fratelli d’Italia unica forza (o quasi) di opposizione, qualcuno aveva dato per scontato che la presidenza della commissione di Vigilanza sulla Rai – in quanto bicamerale di garanzia – spettasse a Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni pronta ad indicare Daniela Santanchè. Ma nessuna legge prevede che debba esserci necessariamente un cambio della presidenza della Vigilanza Rai al momento di un cambio di governo sostenuto da una nuova maggioranza. C’è una “prassi” introdotta negli anni 2000 che prevede che all’inizio della Legislatura (all’inizio…) la commissione di Vigilanza sulla Rai sia guidata da un esponente dell’opposizione con un’alternanza (altra “prassi”) tra una Legislatura e l’altra tra Camera e Senato. E non è detto che la stessa “prassi” debba essere adottata in corso d’opera. E soprattutto i precedenti ci raccontano un’altra storia. Dal 2001 ad oggi tutti i presidenti della Vigilanza sono rimasti al loro posto per l’intera Legislatura, salvo il caso di Claudio Petruccioli che lasciò per incompatibilità al collega – sempre dell’opposizione al governo Berlusconi – Paolo Gentiloni. E anche nel 2011, con la caduta del Cavaliere e l’avvento del governo Monti, Sergio Zavoli restò al proprio posto. A questo si aggiunga che il governo Draghi-Mattarella è un governo tecnico-politico, di emergenza nazionale. È sostenuto da tutto l’arco parlamentare, o quasi. Ed è difficile parlare di maggioranza e opposizione. Insomma, la “partita” di San Macuto appare chiusa: Alberto Barachini non si tocca.

LA PARTITA DI VIALE MAZZINI – Il partito della Meloni, però, potrà consolarsi prima dell’estate con l’indicazione di uno dei quattro consiglieri Rai di nomina parlamentare. Ma chi nel Palazzo segue da vicino il dossier spiega che molto dipenderà dal tipo di opposizione che Fratelli d’Italia intenderà portare avanti in questa Legislatura. Un partito organico al centrodestra che mette i bastoni tra le ruote a un governo sostenuto dal centrodestra sarebbe una stonatura che potrebbe avere qualche ripercussione sia sulle scelte elettorali future sia sulle nomine. Giampaolo Rossi, attuale consigliere Rai in quota Fdi, può dunque scaldare i motori per un secondo mandato se ne avrà voglia e se sarà lui la scelta della Meloni. Ma guardando il nuovo quadro politico meglio non dare nulla per scontato. Se Draghi dovesse decidere di giocare in prima persona la “partita” Rai con indicazioni per l’ad e presidente in quota Chigi, l’appetito dei partiti che sostengono il governo potrebbe aumentare e lasciare a digiuno proprio chi ha scelto di stare all’opposizione.

Approfondimenti