Rai: Anzaldi (Iv), “Incomprensibile silenzio su no-vax in talk, azienda dica se Loy pagata”

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*Il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi*

“È davvero incomprensibile il silenzio dei vertici Rai sulla presenza di opinionisti no-vax nelle trasmissioni di informazione. Ieri c’è stata addirittura la presa di posizione di “Reporters sans frontieres” che ha aperto un dibattito sui social tra giornaliste Rai, riportato dal sito ‘VigilanzaTv’, da Dagospia, dalla ‘Stampa’, ma in Rai tutto tace. Da oltre una settimana ho depositato un’interrogazione in commissione di Vigilanza chiedendo se l’attivista anti vaccini e anti Green Pass Maddalena Loy, ospitata ogni martedì in prima serata su Rai3 ormai da un mese, sia pagata o meno e se la Rai ritenga accettabile la Par Condicio tra scienza e antiscienza. Dalla tv pubblica, però, nessuna risposta”. Lo scrive su Facebook il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi.

Sarebbe bastato un comunicato stampa – prosegue Anzaldi – per chiarire subito ed eliminare ogni dubbio, in attesa delle procedure tecniche per la risposta all’interrogazione. Invece niente. Dobbiamo pensare, quindi, che davvero Maddalena Loy, rappresentante del comitato no-vax ‘Rete nazionale scuole in presenza’, venga addirittura retribuita con soldi pubblici per la sua propaganda contro la campagna vaccinale, mentre tutto il Paese è impegnato a fronteggiare la nuova ondata di covid? Altrimenti perché aspettare oltre una settimana per rispondere? Da giorni si è aperto un dibattito pubblico sull’opportunità o meno di dare spazio ai no-vax nelle trasmissioni di informazione, con le autorevoli prese di posizione del direttore del tg La7 Mentana, del direttore del Tg1 Maggioni, del direttore del ‘Quotidiano del Sud’ Napoletano e di altri giornalisti di grande esperienza: perché la Rai non parla? Come mi ha scritto un autorevole esponente del mondo scientifico dopo la presentazione della mia interrogazione, il fatto che la no-vax Loy venga pagata o meno potrebbe non essere la questione principale, poiché lo scandalo è innanzitutto darle spazio, in contrapposizione all’opinione di virologi e direttori di strutture sanitarie in prima linea contro la pandemia. Usando un paragone forte, lo scienziato mi ha scritto: è come se, pur di fare audience, a seguito di una violenza subita da una persona si invitasse il carnefice a fare il contraddittorio con la vittima. Come se a parlare di cancro si invitasse un seguace neanche laureato del metodo Di Bella. Ecco perché sarebbe doveroso che la Rai rispondesse al più presto”.

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