Rai: bilancio 2017 in utile per circa 15 mln, l’approvazione il 7 maggio  

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Tutto secondo copione in Viale Mazzini. In cda, che si è riunito oggi alle 12, c’è stata una prima illustrazione del bilancio 2017 del Gruppo che chiuderà in leggero utile (intorno ai 15 milioni ) e sarà approvato in via definitiva nella prossima assise del 7 maggio. Poi un veloce accenno ai palinsesti estivi “che prevedono – spiega una nota dell’azienda – una crescita dei programmi di informazione e una selezione di qualità di film e fiction sulle reti generaliste”.

“Il Consiglio – spiega ancora la Rai – ha poi approvato il progetto tecnico per l’estensione del servizio di diffusione della radio digitale (Dab) che in questo modo porterà il segnale del servizio pubblico in continuità su buona parte delle dorsali autostradali italiane e anche della superstrada adriatica E45. Sul versante immobiliare, per quanto riguarda Milano, il Cda ha approvato la finalizzazione dell’operazione con Ente Fiera che ha presentato l’offerta migliore per la razionalizzazione degli spazi Rai nel capoluogo lombardo. Infine il Cda ha anche approvato il recepimento da parte di Rai del rinnovo del contratto giornalistico”.

Ma a tenere banco al settimo piano è stata anche la controversa decisione di scrivere ai presidenti di Camera e Senato in merito all’avvio della procedura del rinnovo del consiglio d’amministrazione, il cui mandato scade a fine giugno. Procedura che per legge deve partire ai primi di maggio. A quanto apprende LoSpecialista.tv, dopo un lungo dibattito, il consiglio d’amministrazione ha stabilito di scrivere nei prossimi giorni una lettera a firma Monica Maggioni (presidente) e Mario Orfeo (direttore generale) indirizzata a Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico. Una missiva formale, preceduta da una telefonata ai presidenti di Camera e Senato, per chiarire che dal settimo piano non arriva “nessuna sollecitazione indebita”. Solo un modo garbato, insomma, per dire che la Rai è pronta, nel rispetto della legge,  ad eleggere il consigliere tra i propri dipendenti e aspetta un segnale dalle istituzioni.