Rai Cinema investe nel 2021 ben 150 milioni su 135 opere

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L'ad di Rai Cinema, Paolo Del Brocco. Foto da streaming

È un piano di investimenti decisamente imponente quello presentato da Rai Cinema per il 2021. I fondi non utilizzati nel 2020, causa stop dovuto alla pandemia, sono stati infatti convogliati nel bilancio dell’anno corrente portando il totale della spesa a qualcosa come 150 milioni di euro, distribuiti su 135 titoli. Tra questi, ben 60 sono opere prime o seconde e 40 sono documentari. Il tutto coinvolge 180 registi e 120 società di produzione, che grazie alle suddette nuove opere hanno visto ripartire con buon ritmo il proprio lavoro, a beneficio soprattutto delle tante maestranze coinvolte. L’auspicio è che la riapertura delle sale cinematografiche, unita all’arrivo di tante nuove produzioni, dia un ulteriore impulso alla ripresa del settore sia dal punto di vista economico che occupazionale.

“Aver garantito la prosecuzione elle produzioni, da cui partono tutte le economie della filiera, significa essere riusciti a mantenere acceso il motore della cinematografia italiana. In questo modo abbiamo cercato di dare una risposta concreta alle difficoltà del settore” spiega l’amministratore delegato di Rai Cinema Paolo Del Brocco, il quale fa anche riferimento all’importanza delle sale stesse: “Le piattaforme (online) sono state importanti durante il lockdown per mantenere il contatto con il pubblico. Ma la destinazione prioritaria dei nostri film resta la sala”. Quanto al tipo di film che verranno offerti al pubblico, l’idea è chiara e di certo non banale, “l’elemento vincente del nostro cinema saranno le storie forti, che fanno provare emozioni. Il mito della globalizzazione ha un po’ rotto le scatole. Il cinema europeo è cinema locale, con le nostre città, i sapori, i paesaggi. Penso che in futuro ci sarà una minore esigenza di produrre storie rarefatte ed intimiste, mentre cresceranno i temi identitari con storie dove i nostri territori siano riconoscibili”.

Entrando nel merito dei titoli che arriveranno al cinema, si nota la grande varietà di generi proposti, che spaziano dal dramma alla commedia, dal thriller alla storia, arrivando fino ai biopic ed alle storie di cronaca. Tra i piatti forti ci sarà il Diabolik dei Manetti Bros con protagonista Luca Marinelli, in uscita il 19 dicembre. Per la regia di Gabriele Mainetti il 28 ottobre arriverà invece Freaks Out, che dovrebbe essere presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Grande spazio per il cinema d’autore: dal nuovo film di Roman Polanski The Palace fino a Tre Piani di Nanni Moretti, passando per Comedians e Il ritorno di Casanova (con Toni Servillo) entrambi di Gabriele Salvatores, La conversione di Marco Bellocchio e Il signore delle formiche di Gianni Amelio. E ancora, Leonora addio di Paolo Taviani, Il materiale emotivo di Sergio Castellitto, Il colibrì di Francesca Archibugi e La chimera di Alba Rohrwacher.

Storie che in molti casi mettono al centro personaggi storici di assoluto interesse per il pubblico. Nel Dante di Pupi Avati infatti, lo stesso Castellitto vestirà i panni del Sommo Poeta, mentre Michele Placido con il suo L’Ombra di Caravaggio porterà sullo schermo la complessa figura del maestro lombardo, interpretato da Riccardo Scamarcio. Mario Martone celebra invece Eduardo Scarpetta in Qui rido io con Toni Servillo, mentre Sergio Rubini racconta I Fratelli De Filippo. Quanto alle commedie, quasi pronti all’approdo in sala anche i nuovi film di Leonardo Pieraccioni, Fausto Brizzi e Massimiliano Bruno. Grande curiosità poi per la commedia fantastica La Befana vien di notte 2 – Le origini di Paola Randi (le cui riprese sono attualmente in corso) nella quale una bionda Monica Bellucci si calerà nei panni di una strega buona.

 

 

 

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