Rai: dirigenti e giornalisti Rai non correranno da soli per il cda

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La sede Rai di Viale Mazzini. Foto da streaming

I dipendenti della Rai hanno ancora pochi giorni per candidarsi al cda. Devono scrivere a candidaturacdarai@rai.it entro il 30 aprile 2021. E dopo l’annuncio di Riccardo Laganà, che tenterà il bis al settimo piano, si attende che a battere un colpo siano i sindacati. Vittorio Di Trapani, segretario dell’Usigrai (sindacato dei giornalisti), ha invocato una candidatura unitaria e si è addirittura spinto a chiedere che l’eletto sia nominato presidente dell’Azienda. Ma al momento i sindacati (Adrai, Usigrai, Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Snater, Ugl-Informazione e Libersind-Confsal) non sono riusciti neanche a mettersi tutti intorno a un tavolo.

Tre anni fa tutti i sindacati andarono in ordine sparso e alla fine fu una débâcle. Questa volta non sarà così. L’Adrai, sindacato dei dirigenti, a quanto apprende AdgInforma.it ha già deciso: non avrà un proprio candidato. Inutile mandare un dirigente, con una base elettorale di appena 280 voti, nel “tritacarne” delle urne. L’Usigrai, dal canto suo, ha in pancia circa duemila voti e sta cercando l’accordo con tutti i sindacati per individuare una candidatura unitaria. Ma nel caso in cui l’operazione non dovesse riuscire, anche il sindacato dei giornalisti – a quanto apprende AdgInforma.it – non farebbe un proprio nome e opterebbe per sostenere Riccardo Laganà con il quale si è instaurato un dialogo e una forma di collaborazione in questi anni. E a quel punto il tecnico di produzione fondatore di Indignerai avrebbe serie possibilità di fare il bis.

L’Ugl, dal canto suo, avrebbe già rotto gli indugi con la candidatura di Fabrizio Tosini che proverà a drenare voti nell’area politica di centrodestra dell’Azienda. Ora – ed è qui lo snodo della “partita” – manca la decisione della triplice: Cgil-Cisl e Uil. Alla loro indicazione guardano circa 10 mila dipendenti tra funzionari e quadri, impiegati e operai. Anche loro sono rimasti scottati tre anni fa… E non è escluso che la convergenza tra loro, e con l’Usigrai, proprio nell’ottica del candidato unitario, si possa trovare in extremis. Il nome? In Viale Mazzini circola con insistenza quello di Vittorio Di Trapani o in alternativa di Roberto Natale. Una “partita” imprevedibile, insomma, quella per il nuovo cda. Una “partita” in cui i giornalisti potrebbero giocare con o contro Laganà. Presto sapremo…

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