Rai: dopo la mossa del cavallo Salvini sfodera l’arrocco

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Pedine verdi e azzurre. La scacchiera del centrodestra e apparecchiata e Matteo Salvini – scrivendo sul foglietto dell’azionista Tria il nome di Marcello Foa – ha fatto la mossa del cavallo (morente). Un’iniziativa abile e inattesa, che permette di liberarsi da un impedimento o di uscire da una situazione critica. Non ha concordato con l’“alleato” Silvio Berlusconi il candidato alla presidenza della Rai, ben sapendo che sarebbe stato arduo per gli azzurri non votare un ex de Il Giornale nonché allievo di Indro Montanelli. Insomma, voleva spiazzare Forza Italia mandandola in braccio al Pd e magari papparsi qualche pedina azzurra. Ma il Cavaliere – anche dal letto d’ospedale – sa giocare a scacchi; ha tenuto tutti i pedoni allineati; e ha puntualmente impallinato in commissione di Vigilanza il povero Foa che ora – in vista del cda di giovedì ore 11 – aspetta segnali dall’azionista.

E in attesa che la notte porti consiglio (e trattative), Salvini ne ha pensata un’altra: l’arrocco. Far fare il presidente a Foa in qualità di consigliere anziano anche senza i voti della Vigilanza. La manovra difensiva per eccellenza che ora costringerà Berlusconi (e tutta l’opposizione) a sfogliare i codici per trovare le falle giuridiche di questa scelta. Il tutto senza tenere in nessun conto che la pazienza di Luigi Di Maio sta terminando; che quella del nuovo cda – che rivotando Foa rischia un’azione di responsabilità – è già stata messa a dura prova; e che l’impasse a cui costringe il servizio pubblico – in nome di una prova di forza nel centrodestra – è davvero un azzardo. Vedremo se Salvini si deciderà a sacrificare il Re Foa e a sostituirlo con una pedina condivisa. D’altronde lo chiamano presidente di garanzia… Nel frattempo tutti i nostri complimenti vanno al precedente governo che ha approvato una riforma della Rai al grido fuori i partiti dall’azienda. Tempo qualche settimana e fuori sarà rimasto solo il Pd…

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