Rai e caso Fedez – La rassegna del 6 maggio

0
393

Il direttore di Rai Tre, Franco di Mare, in Vigilanza si difende e l’ad Salini finisce sulla graticola – riportano Stampa e tutti i giornali -. Di Mare non ha dubbi e, ricostruendo l’accaduto, attacca:  “Una vicenda che ha creato molto rumore ma è basata sulla manipolazione dei fatti. Rai crocifissa e condannata prima ancora che Fedez salisse sul palco”. Di Mare è angosciato per la narrazione che si fa di Rai Tre. Chi ci ripagherà di tutto questo? Si chiede il direttore. Difficile dirlo – commenta la Stampa – se è vero che nessuna azione legale nei confronti di Fedez è stata ancora intentata. Intanto il Fatto parla di “vero e proprio processo” da parte della commissione di Vigilanza a Franco Di Mare, sia per la vicenda Fedez sia per il caso Report, con l’incontro in Autogrill mandato in ondata dal programma tra Renzi e Giacomo Mancini. Secondo la ricostruzione della Cuzzocrea (Repubblica) Franco Di Mare, oltre ad attaccare Fedez che “manipola e diffama”, ha lanciato un affondo anche alla politica: “Invece di fare la riforma – ha detto -, i partiti mi chiedono conto di Litizzetto e degli ospiti”. Il Fatto lancia la stilettata proprio alla politica, chiedendo subito una riforma della Rai contro “l’occupay tv” dei partiti: colpisce che Draghi non abbia speso una parola sulla volontà di mettere fine alla piaga della spartizione in Viale Mazzini. C’è chi spera – scrive il Fatto – che scelga lui i prossimi amministratori come ha fatto con alcuni suoi ministri, ma potrebbe andare peggio, e le scelte dei sottosegretari stanno lì a dimostrarlo ampiamente. Pira su MF scrive: Draghi e Franco scelgono, per la Rai, il modello Tarantola-Gubitosi, vale a dire alternanza di genere alla guida della tv pubblica. Ma, mentre resta caldo il caso Fedez e tiene banco il lungo elenco di candidature per il cda, Draghi preferisce tenersi lontano dal dossier, che entrerà nel vivo solo nei prossimi mesi. Giletti alla Stampa: “C’è uno scadimento di qualità e competenza nella gestione dell’azienda. Una parte lavora e una parte è prona ai poteri politici”.