Rai, ecco i nomi dei direttori di genere. E domani il Cda vota anche sul taglio dei Tg

0
2011
L'amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes durante il suo intervento alla Luiss - Foto da streaming

L’attuale direttore di Rai1 Stefano Coletta alla Direzione Prime Time; il corrispondente Rai da New York Antonio Di Bella alla Direzione Day Time; il direttore di Rai Cultura Silvia Calandrelli per la Direzione Cultura ed Educational, il vicedirettore di Rai Fiction Fabrizio Zappi a quella Documentari, la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati per la Direzione Fiction, il direttore di Rai Ragazzi Luca Milano per la Direzione Kids, la direttrice di Raiplay Elena Capparelli alla Direzione Contenuti Digitali e il capostruttura per cinema e fiction di Rai3 Francesco Di Pace per la Direzione Cinema e Serie tv. Sono questi i nomi proposti dall’amministratore delegato, Carlo Fuortes, ai consiglieri di amministrazione che domani (16 dicembre 2021) dovranno esprimere un parere non vincolante, sulle nomine.

Gli otto direttori si andranno ad aggiungere a Mario Orfeo e Alessandra De Stefano che nell’ultimo Cda erano stati nominati alla guida della Direzione approfondimento e quella dello Sport.

Fuortes risponde a Barachini su taglio Tg- Oltre alle direzioni di genere il Cda di domani è chiamato a discutere del controverso taglio della striscia informativa notturna della Tgr deciso dall’Ad e contestato dai giornalisti. Su questo punto Fuortes ha scritto una lettera al presidente della Commissione di Vigilanza, Alberto Barachini, rispondendo a quella ricevuta qualche giorno fa in cui il presidente di San Macuto chiedeva spiegazioni.

Nella lettera indirizzata al presidente Barachini, Fuortes ha ribadito che alla base della decisione c’è “l’alto costo sostenuto dal servizio pubblico per la realizzazione delle edizioni in questione, senza che ne derivino benefici e risultati in termini di ascolto”.

L’ad ha spiegato che “nei giorni scorsi” ha inviato un’informativa alle organizzazioni sindacali con “una serie di misure alternative”. Nello specifico, Fuortes ha indicato “due azioni”. “La prima propone un possibile ampliamento di un minuto della durata dell’edizione del telegiornale regionale delle 14.00. Questa edizione raggiunge una media di 2 milioni 700 mila ascoltatori, pari ad oltre il 18 per cento di share. Affinché si possa disporre di un quadro congruo e oggettivo è utile considerate che con la attuale terza edizione notturna dei telegiornali regionali la TGR raggiunge circa 570.000 ascoltatori e il 5 per cento di share”.

La seconda proposta è quella “di ripristinare la durata di 30 minuti (attualmente sono 20) di Buongiorno Regione, che oggi va in onda dalle 07:40 alle 08:00”. “A questo proposito – ha spiegato l’amministratore delegato – vale la pena sottolineare che l’ampliamento di 10 minuti di Buongiorno Regione produce un effetto moltiplicatore sugli ascolti della Tgr poiché rafforza, ampliandone la durata, una rubrica che sviluppa in media un ascolto di 850 mila telespettatori, pari al 15% di share (sempre a fronte dei 570.000 ascoltatori e al 5 per cento di share che la Tgr raggiunge in media con la terza edizione notturna dei TG regionali)”.

Nessun ridimensionamento – Per Fuortes, dunque, in realtà non ci sarà nessun ridimensionamento dell’informazione regionale. “A conti fatti – sottolinea l’Ad – la diffusione dell’informazione a diffusione regionale, tra il taglio della terza edizione notturna e le due azioni proposte, aumenterà di 13 ore all’anno”.

Le misure proposte “al contrario, tendono ad agevolare le capacità della Tgr stessa di essere al servizio del pubblico quale fonte di un patrimonio informativo su variegate realtà locali”.

L’Ad nella missiva chiarisce anche che “per le sedi regionali non è mai stato messo in discussione, e non è comunque previsto che lo sia, il mantenimento di un presidio giornalistico e tecnico di turno dopo le ore 20”.

UsigRai: consiglieri dicano no a taglio per TgR e Raisport – L’eco della lettera di Fuortes a Barachini è arrivato alle orecchie dell’UsigRai che ha prontamente ribattuto con un comunicato in cui afferma che “la lettera dell’Ad al Presidente della Vigilanza conferma tutto quanto denunciato”, “a partire dal fatto che il taglio di una edizione è stato fatto senza alcun confronto sindacale”. “L’Ad – continuano i rappresentanti sindacali – infatti parla di una ‘informativa’. Cosa ben diversa dall’obbligo contrattuale della “consultazione”.

“Per di più è stata palesemente tardiva – continua la nota -, visto che è avvenuta dopo che l’Ad ha annunciato la chiusura, con tanto di data, in Vigilanza. Mentre il Contratto prevede che la consultazione sia preventiva”.

L’Usigrai, che si dice pienamente disponibile al confronto, considera questo taglio un depotenziamento della Rai in favore delle emittenti private.

Da qui l’appello alla presidente Soldi e ai consiglieri di scongiurare “il pericoloso taglio lineare che spegne l’informazione regionale dalle venti all’indomani mattina alle sette, un blackout informativo con gravi implicazioni per la stessa funzione di Servizio Pubblico, così come disposto nel Contratto di Servizio che presto sarà ridiscusso”.
Parola al Cda – L’ultima parola su questa vicenda spetta al Consiglio di amministrazione che domani dovrà votare il piano di produzione e trasmissione 2022 della TgR, che include i costi dei notiziari.

Approfondimenti