Rai. Fuortes convocato al Copasir sulle spie russe. Giulietti e UsigRai: “Precedente grave”

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Il presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti - Foto da streaming

Il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti è intervenuto sulla polemica che sta infuriando in Rai sulla possibile “infiltrazione” della Russia nella comunicazione in Italia relativa alla guerra e al regime di Mosca, che ha coinvolto anche il Copasir. L’organo bicamerale per la sicurezza della Repubblica ha convocato in audizione per dopodomani (Giovedì 12 Maggio) l’amministratore delegato di Viale Mazzini, Carlo Fuortes.

“Non spetta alla politica, tanto meno al Copasir interferire nella vita e nelle scelte editoriali della Rai – ha dichiarato Giulietti ad ‘Articolo 21’ -. Se hanno qualcosa da dire o da comunicare possono informare i vertici della Rai in modo riservato, chiedendo loro di valutare, ed eventualmente, di informare la magistratura”.

“Le valutazioni sui programmi – ha aggiunto il presidente della Fnsi – spettano, invece, solo e soltanto al consiglio di amministrazione, ai direttori, nel pieno rispetto dell’articolo 21 della Costituzione, del contratto di servizio, dei
contratti di lavoro. Vale per carta bianca, vale per ogni altro programma.

“Interferenze improprie sono pericolose sempre e comunque – ha concluso -. Restiamo sempre in attesa di conoscere i nomi di eventuali “spie a tariffa”, del presente e del passato, anche per evitare polveroni e ingiuste criminalizzazioni.

Dello stesso avviso è l’UsigRai, il sindacato dei giornalisti Rai, che in una nota ribadisce: “la convocazione del Copasir per l’Amministratore Delegato della Rai è un precedente grave”.
“È opportuno ricordare che la Rai è azienda di Servizio Pubblico e non tv di Stato – aggiungono i rappresentati dei giornalisti – . Quindi la scelta degli ospiti da invitare deve restare nella sua esclusiva autonomia, in quella di direttrici e direttori di tg e radio, e dei responsabili delle trasmissioni di approfondimento”.

“Confondere questo tema con quello del pagamento degli ospiti è operazione di distrazione che serve a creare confusione – conclude UsigRai -. Per quel che ci riguarda le interviste e le opinioni non devono mai essere a pagamento. Ma la scelta degli intervistati e degli opinionisti è competenza esclusiva dei responsabili giornalistici”.

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