Rai. Il nuovo Check-up parte tra le polemiche. UsigRai: “È un doppione e costo superfluo”

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Il logo della trasmissione di RaiDue Check-up - Immagine da ufficio stampa Rai

“Informiamo il Direttore di Rai2 Ludovico Di Meo che un programma di informazione medico-scientifica nella rete da lui diretta non mancava affatto. Informiamo Di Meo che su Rai2 va in onda Medicina 33, realizzata dal Tg2. Rubrica storica. Autorevole. E con ottimi risultati. Sia di ascolto che di qualità riconosciuta dal pubblico. Quindi, deve trovare altre motivazioni per giustificare la nascita di un altro programma di informazione medico-scientifica, creando quindi un doppione, per di più con risorse esterne, e quindi con costi assolutamente superflui e inopportuni. In particolare in un momento di difficoltà economiche, era necessario?” È iniziato così, tra le polemiche dell’UsigRai contro il direttore di RaiDue, Di Meo, il ritorno in tv di Check-up, storico programma che inaugurò, in una televisione ancora in bianco e nero, l’informazione della Rai sulla salute.

Il programma, condotto da Luana Ravegnini, ha fatto il suo esordio sabato scorso (25 Settembre) alle 11.15 sulla seconda rete Rai, facendo registrare un non entusiasmante 3,2% di share con 202mila contatti. Ma quello che non è andato giù al sindacato interno dei giornalisti di Viale Mazzini è stata una frase pronunciata dal direttore di rete, Di Meo, durante la conferenza stampa di presentazione della trasmissione: “Mancava un programma di informazione medico scientifica nella rete – ha dichiarato -, abbiamo quindi pensato a un brand autorevole, in questo momento il pubblico ha grande bisogno di autorevolezza, precisione e onestà, anche per contrastare le fake news”.

Da qui la precisazione piccata dell’UsigRai, che nella nota ha chiamato in causa anche il nuovo amministratore delegato: “Se il nuovo Ad Carlo Fuortes vuole affrontare il tema dei conti – hanno scritto i rappresentanti sindacali –, potrebbe partite esattamente da queste contrapposizioni, favorendo invece le sinergie. Noi ribadiamo: l’Usigrai è pronta a tavoli sul palinsesto di ciascuna rete. Guardando ai conti, alla qualità e alla valorizzazione delle risorse interne. Ci auguriamo che il Direttore del Tg2 voglia intervenire a tutela della testata che dirige e delle giornaliste e giornalisti che ci lavorano”.

Il programma – Doppione o meno il nuovo “Check-up”, vedrà andare in onda altre 11 puntate dopo l’esordio di sabato. Come nella versione storica del programma, ideato 44 anni fa da Biagio Agnes, in ogni puntata ci sarà il collegamento con una sala operatoria, ma questa volta sarà in diretta dai più importanti ospedali italiani. Il nuovo Check up punterà sulle eccellenze di ospedali e cliniche universitarie, con aggiornamenti sulle più recenti scoperte affidate a giovani specializzandi in studio. Non ci sarà posto per la spettacolarizzazione, assicurano gli autori, l’attenzione sarà sulle tecnologie utilizzate, “ci piacerebbe anche rassicurare chi a quelle operazioni deve sottoporsi”, ha spiegato la conduttrice Luana Ravegnini che si è detta felicissima: “sento la responsabilità di un programma storico, sono onorata. Vogliamo essere un punto di riferimento”. La chirurgia sarà la grande protagonista e non mancherà l’aggiornamento settimanale sul Covid. In studio anche un nutrizionista che fornirà suggerimenti in relazione al tema centrale affrontato.

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