Rai. Il sindacato sconfessa Fuortes: “Sul taglio Tgr convocati a decisione già presa. Questo non è confronto”

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Daniele Macheda neoi segretaerio UsigRai- Foto da profilo Twitter @vditrapani

A nemmeno 24 ore di distanza dall’audizione in Commissione di Vigilanza Rai di Carlo Fuortes, l’UsigRai risponde alle accuse di “irrigidimento” avanzate dall’amministratore delegato, sconfessando la tesi secondo cui il sindacato non avrebbe risposto alle richieste di confronto.

“La prima condizione per un confronto è il rispetto delle parti – scrive UsigRai in un comunicato -. E proseguire in una ricostruzione destituita di fondamento, come ancora una volta ha fatto l’Ad della Rai in Vigilanza, viola il principio del rispetto.
Prima che sindacalisti all’Usigrai ci sono giornalisti e allora partiamo dai fatti”.

La ricostruzione del sindacato – “Il 24 novembre 2021 – ripercorre i fatti UsigRai -, senza che il sindacato ne sapesse nulla l’Ad della Rai Fuortes ha confermato proprio in Vigilanza che ‘effettivamente le edizioni notturne del Tgr sono state cancellate’ – testuale, tempo verbale compreso – ‘a partire dal 9 gennaio’ 2022”.

“Dunque una decisione già presa – continuano i rappresentanti dei giornalisti -: non un proposito e nemmeno una indicazione di principio ma un fatto, rivendicato inoltre nella sede parlamentare perché aveva anche una ‘presa d’atto all’unanimità’ da parte del consiglio di Amministrazione della Rai”.

“Il 25 novembre – continua la ricostruzione – abbiamo chiesto, come prima iniziativa di protesta, la lettura in onda di un comunicato sindacale sulla chiusura della terza edizione della tgr. L’1 dicembre il Capo del personale ci invia una richiesta di convocazione per un incontro per l’informativa relativa alla terza edizione del TG regionale da tenersi il successivo 6 dicembre. Una informativa dunque e non una ‘consultazione preventiva’ come prevista dal Contratto. E del resto di preventivo non c’era più nulla quando le decisioni aziendali erano state già state prese, e rese pubbliche davanti al Parlamento”.

Per questo motivo, scrivono i sindacalisti, “l’Usigrai ha deciso di non presentarsi ad un incontro che cosi congegnato non era altro che un ulteriore danno al ruolo del sindacato e lesivo della sua immagine di rappresentante dei lavoratori”. “Ma il 2 dicembre la Rai insiste nel tentativo di rappresentare una realtà diversa dei fatti e con il Capo del personale scrive ancora che nessuna decisione definitiva è stata assunta in merito alla 3° edizione della Tgr. Mentre ben sappiamo che quanto dichiarato da Fuortes in Vigilanza il 24 novembre in merito alla chiusura della terza edizione si è verificato con precisione di tempi e di modi che altro non potevano essere se non per decisioni prese.
Infine non risponde al vero che ci sia stato un incontro tra azienda e sindacato sulla terza edizione della Tgr, se non per gli obblighi previsti dalla legge sugli scioperi”.

“Se l’Ad Fuortes avesse voluto un confronto – continua la nota – avrebbe almeno discusso la nostra proposta di spostare la terza edizione alle 22,30. Proposta che toglieva all’azienda l’alibi dei costi. E Anche sul piano editoriale della Tgr, bocciato dalla redazione, l’Ad fa finta di non sapere che il contratto giornalistico prevede debba essere riformulato e così il direttore, sentito l’Amministratore Delegato, lo ha ripresentato tale e quale. Dunque le dichiarazioni dell’Ad in vigilanza, messe accanto ai fatti, mostrano che siamo lontani dalla realtà”.

“Non è così che si rispetta il ruolo delle parti sociali – conclude UsigRai -. Non è così che l’Usigrai intende le relazioni sindacali nell’azienda di servizio pubblico radiotelevisivo”.

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