Rai: in attesa delle candidature per il cda, spuntano le regole del voto

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Manca davvero poco al 31 maggio, termine ultimo entro il quale i dipendenti della Rai possono presentare la propria candidatura al nuovo cda. A tutti è stato spiegato, per iscritto, quali requisiti servono per candidarsi e per votare. Ma nessuno ha ancora illustrato le regole del voto. LoSpecialista.tv ha sfogliato il regolamento approvato dal cda. Nella speranza che nel frattempo non l’abbiano modificato, ecco come funzionerà la partita che verrà gestita da una società ad hoc che ha già firmato il contratto per il voto telematico.

I tre saggi
Un ruolo importante in questa partita lo avrà la commissione elettorale composta da tre saggi. Una commissione che dovrà decidere quali candidature, tra quelle arrivate all’indirizzo candidaturacdarai@rai.it, accettare e quali scartare. Una commissione elettorale che il cda nominerà solo nell’assise in agenda per il 29 maggio e che probabilmente sarà composta proprio da consiglieri d’amministrazione.

Il voto elettronico
I dipendenti voteranno on-line (per la data si aspetteranno segnali da Camera e Senato) su una piattaforma ad hoc e dopo aver ricevuto una password (seggio aperto per 24 ore). La prima votazione sarà valida solo se sarà raggiunto il quorum del 50% degli aventi diritto e risulterà eletto il dipendente più votato. In caso di mancato raggiungimento del quorum, tutti i candidati alla prima votazione saranno in automatico ammessi anche alla seconda – quindi niente ballottaggio – e questa volta sarà eletto il più votato, senza la necessità del raggiungimento di un quorum.

Il compenso
I candidati al cda al momento non sanno quanto guadagneranno. Di questo nel regolamento non c’è traccia, ma in Viale Mazzini escludono l’ipotesi che l’eletto si debba mettere in aspettativa (e pagarsi i contributi da solo) in cambio di 66 mila euro lordi l’anno. Il futuro consigliere Rai rimarrà dunque formalmente dipendente dell’azienda, sarà inserito in una struttura dirigenziale e continuerà a percepire il suo stipendio con l’aggiunta di un “gettone” di 66 mila euro lordi. L’aspettativa, insomma, non sarà obbligatoria. Lo resterà, invece, il tetto dei 240 mila euro. Su tutto questo, però, l’ultima parola spetterà all’assemblea degli azionisti. Adesso sotto con le candidature…