Rai. L’Associazione dei dirigenti chiede una “guida autorevole” subito. “Noi pronti”

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La sede centrale Rai di Viale Mazzini a Roma - Foto da https://commons.wikimedia.org/

Dare subito alla Rai “una guida autorevole che sappia creare valore per tutti e soprattutto per i cittadini”. “Basta indugi, rinvii e tatticismi”. La richiesta arriva a gran voce dai dirigenti di Viale Mazzini che si dicono pronti ad affrontare la nuova sfida che nei “prossimi anni si giocherà sul campo dei contenuti e sull’implementazione di una strategia adeguata per una vera e necessaria trasformazione verso una media company integrata” si legge in un comunicato dell’Associazione guidata dall’avvocato Luigi Meloni. Per farlo, però, continua il comunicato serve un “vertice che sappia guidare l’Azienda verso le nuove sfide industriali ed editoriali realizzando gli obiettivi di sistema definiti nel Contratto di Servizio”.

Grave il rinvio dell’assemblea azionisti – L’Associazione che riunisce il gruppo dirigenziale della Rai chiede di dare presto una nuova governance alla televisione di Stato e giudica grave il rinvio dell’Assemblea degli Azionisti al 12 luglio che “pone la Rai in una posizione di estrema e ingiustificata difficoltà”.

I dirigenti pronti a guidare il cambiamento – I dirigenti, nonostante la “situazione complicatissima” in cui verte la Rai, “non solamente per i numeri del bilancio”, si dicono comunque certi che “l’Azionista e il Presidente del Consiglio sapranno scegliere i nuovi vertici interpretando al meglio le esigenze del momento in relazione al ruolo che la Rai deve continuare ad avere” e si dicono pronti a prendersi in carico la guida dell’azienda nel caso la scelta dovesse ricadere su manager interni all’azienda. L’Associazione sottolinea che “da trent’anni la Rai si trova ad essere guidata da vertici esterni all’Azienda, nominati in maniera diretta dalla politica e che spesso non hanno portato una adeguata visione progettuale e culturale”. “Il risultato evidente – continua il comunicato – non è dato soltanto dalla mancata indipendenza della Rai ma anche dalle rinnovate difficoltà non solo economiche ma soprattutto strategiche ed editoriali”. Paradossalmente, aggiunge l’A.D. Rai, il motivo della assenza storica di vertici interni (se non per brevi periodi e dettati dall’uscita anticipata del capoazienda di turno) “è che non si scelgano manager interni perché … politicizzati!”

Invece, sottolinea l’Associazione, proprio perché conoscono dall’interno la “macchina” Rai, i dirigenti sono consapevoli “da molti anni, delle revisioni di cui la Rai ha bisogno: interventi strutturali che possano permettere all’azienda di competere nell’arena globale dei contenuti a servizio dei cittadini”.

“Il Servizio Pubblico Radiotelevisivo – aggiungono – ha urgente necessità di riprogettarsi a lungo termine evitando l’ennesima visione miope di corto respiro”. Per questo “la nostra Azienda merita una guida che abbia una profonda conoscenza di questi temi e quindi che sia in grado di affrontarli con urgenza, coraggio, competenza e consapevolezza. Che sappia operare in un contesto altamente competitivo rispettando le diverse anime e gli interessi dei diversi stake-holder in gioco, che non sia subalterna agli interessi della politica ma sia in grado di interloquire con essa da pari a pari”.

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