Rai Milano: via libera del cda  a Fondazione Fiera

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“La Rai al Portello. Dopo anni di auspici e dopo mesi di segreti e silenzi, adesso è ufficiale. Ieri pomeriggio, a Roma, il consiglio di amministrazione dell’emittente di Stato ‘ha approvato la finalizzazione dell’operazione con Ente Fiera — recita il comunicato aziendale — che ha presentato l’offerta migliore per la razionalizzazione degli spazi Rai nel capoluogo lombardo’. Non si tratta del sigillo definitivo – scrive Fabio Rossi sull’edizione milanese del Corriere della Sera –  ma ci assomiglia molto. E per chi conosce i meccanismi della Rai, in una fase di stallo politico come quella attuale, si tratta di un passo persino inatteso. Il dossier ‘immobiliare’ milanese è stato sottoposto ai consiglieri dal direttore generale Mario Orfeo, ma già nei giorni scorsi, a Milano, il sindaco Beppe Sala aveva apertamente parlato dell’imminenza di questa decisione in presenza della presidente della Rai Monica Maggioni. D’altra parte, secondo le (poche) indiscrezioni trapelate tra viale Mazzini e Saxa Rubra, la candidatura degli ex padiglioni 1 e 2 del Portello a sostituire gli  studi utilizzati da una dozzina d’anni in via Mecenate era l’unica — tra le sei manifestazioni di interesse arrivate in risposta al bando dell’ottobre scorso — che rispondeva a tutti i requisiti!. ‘Sono molto soddisfatto della decisione presa dal Cda della Rai — commenta il sindaco Sala —. Lavoriamo insieme e in fretta affinché questo progetto diventi presto realtà’”.

“Fabio Fazio e Caterina Balivo, Massimo Gramellini e Costantino della Gherardesca: la Rai di via Mecenate – aggiunge sullo stesso quotidiano Renato Franco – ha i loro volti. Quattro studi televisivi dalla storia recente — sono stati inaugurati nel 2007 — che dopo poco più di un decennio verranno destinati ad altri usi. La ‘cittadella televisiva’ da 7.500 metri quadrati era nata da una doppia esigenza: da una parte trovare nuovi spazi dopo l’abbandono di quelli della Fiera di Milano (adesso in sostanza la Rai tornerà nel luogo che aveva lasciato), dall’altra avere nuovi studi di registrazione tecnologicamente avanzati e di dimensioni più ampie”.