Rai. Taglio Tgr notturno. I vertici bloccano un video-comunicato e i giornalisti si compattano

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Un momento della conferenza Conferenza stampa indetta dall'UsigRai nella sede dell'Ordine dei giornalisti a Roma - Foto da streaming

Doveva andare in onda nelle edizioni delle ore 14 dei tg regionali di ieri (11 Gennaio), ma i vertici di Viale Mazzini ne hanno bloccato la messa in onda. Parliamo del video-comunicato sindacale in cui l’UsigRai denunciava per l’ennesima volta il taglio dell’edizione notturna dei tg regionali decisa dall’Ad, Carlo Fuortes.

Contro questa decisione oggi il sindacato interno dei giornalisti Rai ha tenuto una conferenza stampa dell’Ordine nazionale dei giornalisti a Roma, in cui il videomessaggio incriminato è stato fatto vedere e che riproponiamo di seguito anche sulla nostra testata:

La vicenda, considerata dai rappresentanti sindacali “gravissima” e “inappropriata” ha avuto come conseguenza il compattamento dei giornalisti che hanno annunciato un “fronte comune” contro l’atteggiamento dei vertici aziendali definito “arrogante”.

Nessun confronto con le parti sociali – “Una vicenda che ha dell’incredibile, un’azione inappropriata che ci lascia stupiti per l’arroganza con cui è stata portata avanti», ha esordito il segretario dell’Usigrai, Daniele Macheda, che in apertura ha riassunto il braccio di ferro tra sindacato e azienda dopo l’annuncio dell’ad Carlo Fuortes di voler tagliare i tg regionali «senza alcun confronto con il sindacato – ha spiegato – senza discutere con le parti sociali alcun piano”.
Per Macheda, “la dignità del lavoro e dei contratti va difesa strenuamente. Ecco perché – ha ribadito – chiediamo di aprire subito il confronto e rifiutiamo la logica dei tagli lineari e delle azioni di forza che non spiegano il progetto della Rai Servizio Pubblico per questo Paese”.

A fare gli onori di casa il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine, Carlo Bartoli, che, dopo aver ricordato il giornalista David Sassoli, si è detto “orgoglioso che l’Ordine torni ad essere, anche fisicamente, la casa dei giornalisti”. Bartoli ha ribadito che “su questa vicenda siamo al fianco del sindacato e dei colleghi Rai, come già è avvenuto in occasione dello sciopero del 29 dicembre scorso. Occorre fare fronte comune ed esteso – ha concluso – contro la decisione di tagliare i tg regionali”.

Fatto senza precedenti – Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, per il quale, “l’azienda è riuscita a mettere insieme tutti gli organismi della categoria per far fronte comune a una ferita grave e profonda, una ferita – ha rimarcato – costituzionale e istituzionale”. Quanto accaduto in Rai, ha proseguito, “non ha precedenti neanche nei momenti più bassi della Rai lottizzata: si vuole calpestare il contratto di lavoro e i diritti dei lavoratori. Un fatto gravissimo. Se può accadere in Rai, può accadere ovunque”.

“Quel video-comunicato – ha spiegato l’avvocato Bruno Del Vecchio entrando negli aspetti tecnici della vicenda – non offende nessuno, la procedura di richiesta della messa in onda è stata rispettata da parte del sindacato, ma il comunicato non sarà mandato in onda per ‘motivi editoriali’. Però, ai sensi del contratto giornalistico, i motivi editoriali non possono essere motivo di opposizione alla messa in onda di un comunicato sindacale. E, inoltre, se l’editore avesse ritenuto che vi fossero motivi per non pubblicare il comunicato, avrebbe dovuto attivare la procedura prevista dal contratto, coinvolgendo l’Associazione di Stampa competente per territorio. E non l’ha fatto. È una questione di (mancato) rispetto delle regole e, in fondo, è un problema di democrazia”.

A chiudere la conferenza stampa il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. “Giusto essere qui per rimarcare la necessità di denunciare il comportamento della prima azienda culturale del Paese – ha dichiarato -, che sembra voler procedere come se non dovesse esistere alcuna forma di confronto, come se si volessero cancellare anni di relazioni industriali. Questo è il nodo: è una questione di metodo. Prima di parlare del se e del come rimodulare l’offerta informativa è necessario ristabilire corrette relazioni industriali”.

“La Rai – ha incalzato Lorusso – deve riconsiderare il proprio comportamento: anche all’interno del servizio pubblico radiotelevisivo siamo in una fase di trasformazione che nessuna azienda che voglia dirsi ben governata può pensare di guidare senza corrette relazioni industriali. Ferme restando le azioni giudiziarie già avviate, mi auguro che possa esserci un ‘ravvedimento operoso’ e che l’azienda si renda conto che è necessario creare un clima di reciproca legittimazione e collaborazione”.

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