Rai. Tgr, i giornalisti bocciano il piano editoriale di Casarin

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Foto da streaming

Oltre il 70% delle giornaliste e dei giornalisti della tgr hanno votato contro il piano editoriale del direttore Alessandro Casarin, bocciandolo. Un risultato prevedibile vista la situazione di tensione tra i piani alti di Viale Mazzini e i dipendenti, per via del taglio dell’edizione notturna del Tgr voluta dall’ad Carlo Fuortes.

Nella nota con cui si annuncia l’esito della votazione si sottolinea, oltre all’alto numero di no, la partecipazione altissima alla
consultazione: oltre il 90%.

L’UsigRai sottolinea come il piano editoriale non sia stato approvato sia nel merito che nel metodo. Bocciando il piano, si legge ancora nel comunicato, i giornalisti hanno detto ‘no’ anche a una nuova “violazione contrattuale dell’Ad Fuortes”. Nell’ultimo cda Rai, quando Casarin ha presentato piano editoriale e lista dei suoi condirettori e vice (tutti riconfermati tranne Nicola Rao, nominato vicedirettore del Tg1), il manager – fatto anomalo – non ha controfirmato la squadra di Casarin. Lasciando intendere una forma di prorogatio, che la nota definisce “inedita e contrattualmente inesistente”.

Un risultato, quello registrato sul piano editoriale, ribaltato rispetto al 2018: allora i si furono 517, oggi al contrario sono stati 510 i no.

Per il sindacato dei giornalisti, alla base del no al piano editoriale ci sarebbe “il tasso di riformismo del direttore e dell’azienda con questo piano editoriale si ferma al taglio di una edizione del Tg. Nulla dice e fa su come rilanciare l’informazione regionale per i territori e per le testate nazionali. E nemmeno su come indirizzare il prodotto editoriale guardando alle esigenze delle comunità locali, alle prese con gli effetti sociali e culturali della pandemia. L’unica proposta di innovazione sul prodotto e sui linguaggi resta quella voluta dal sindacato: il web della tgr”.

Un nuovo piano entro due settimane – Ora entro due settimane il direttore Casarin dovrà ripresentare il piano editoriale. I sindacalisti si augurano “che l’azienda voglia cogliere l’occasione per riaprire il dialogo, mettendo da parte il taglio della terza edizione, e riprendere il confronto a partire dalla nostra proposta di un appuntamento con l’informazione regionale alle 22:30”.

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