Rai: via libera all’infornata delle Testate, c’è il no di Borioni

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Tutto secondo copione al settimo piano di Viale Mazzini. Il cda ha infatti approvato (con il voto contrario di Rita Borioni) le nomine proposte dall’amministratore delegato, Fabrizio Salini in cinque Testate giornalistiche. Al Tg1 Giuseppe Carboni (57 anni, nato a Roma, caporedattore del Tg2 dove dal 2012 segue il Movimento 5 Stelle) prende il posto di Andrea Montanari; al Tg2 Gennaro Sangiuliano (56 anni, napoletano, vicedirettore del Tg1 dal 2009) sostituisce Ida Colucci; al Tg3 Giuseppina Paterniti (62 anni, nata a Capo D’Orlando in provincia di Messina, ex corrispondente da Bruxelles e vicedirettore della Tgr dal 2015) prende il posto di Luca Mazzà. Al Giornale Radio Rai lo stesso Mazzà (56 anni, romano, dal 2016 direttore del Tg3) impugna l’interim di Roberto Pippan; e alla Tgr, infine, Alessandro Casarin (nato a Somma Lombardo in provincia di Varese, 60 anni, attuale direttore ad interim della Testata giornalistica regionale) è stato confermato direttore.

Volendo semplificare, La Lega e il Movimento 5 Stelle pareggiano 2-2. Tg1 e Tg3 ai grillini; Tg2 e Tgr al Carroccio; la Radio, invece, resta in quota Pd con un direttore considerato un “moderato di sinistra”, amico di Renzi ma anche – ecco il trucco – di Salvini. In attesa di capire ora come si risolverà la partita delle Reti – e di Rai Parlamento, Rai News e Rai Sport – vale la pena citare le prime frasi di Carboni – vera sorpresa di questa partita di nomine – sul quotidiano La Stampa. Intervistato da Michela Tamburrino ha chiarito: “Il mio Tg1 sarà vecchia scuola”. “Vengo da una vecchia scuola, ho avuto maestri che mi hanno insegnato il rispetto per la prassi e sul campo racconto quello che vedo e le notizie certe che ho. Mai lavorato con altro”. “Eccomi qui, dal precariato ad oggi faccio 40 anni di Rai, non posso che dirmi ‘prodotto aziendale’. Da caporedattore potevo lavorare nella mia stanza invece ho deciso di tornare in strada quando Marcello Masi mi propose di seguire Grillo e da lì mi hanno distaccato sul Movimento”. E ora Grillo – si racconta – parla solo con un giornalista in Italia…