Recovery Fund. Colao: “Obiettivo Italia digitale entro il 2026”

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Connettere ad alta velocità tutta Italia entro il 2026. Il ministro dell’Innovazione tecnologica e della Transizione digitale, Vittorio Colao, in audizione alle Commissioni riunite Trasporti della Camera e quelle Bilancio, Lavori pubblici e Politiche dell’Ue del Senato, vuole fare prima dell’Europa. Solo dieci giorni fa, infatti, con il Digital Compass 2030 l’Unione si è posta come obiettivo la piena digitalizzazione entro 2030 (Su adgInforma.it ne abbiamo parlato qui).

Un obiettivo non facile raggiungere se, riferisce lo stesso ministro, “nel 2020 risultano esserci 10 milioni di famiglie italiane (il 39% del totale) che non hanno attivato offerte di accesso ad Internet su rete fissa e oltre 5,5 milioni di famiglie (il 21% del totale) che usufruiscono di servizi Internet su rete fissa ma con velocità inferiore ai 30 Mbps. In totale, circa 16 milioni di famiglie (il 60% del totale) che non usufruiscono di servizi Internet su rete fissa o non hanno una connessione fissa a banda ultra larga.

Un gap infrastrutturale e non solo che Colao punta a recuperare proprio grazie ai soldi del Recovery fund: “Grazie al Pnrr vogliamo far sì che l’Italia non solo recuperi il terreno perso, ma sia tra i paesi più vicini a realizzare la visione del Digital Compass già nel 2026”. “Una trasformazione – ha aggiunto il ministro – che chiamerei accelerata che avrà bisogno di persone e capitale umano per avvenire e per questo vogliamo portare l’Italia a un livello nettamente più elevato di formazione scientifica e tecnologica”.

L’audizione di insediamento del ministro Colao aveva come tema la spiegazione dei punti programmatici del suo dicastero in relazione alle proposte inserite nel piano nazionale di ripresa e resilienza. Come il suo collega Franceschini, che ieri aveva parlato di “cultura al centro dell’agenda politica italiana”, anche Colao ha sottolineato come “la transizione digitale del paese è una missione centrale”. “Il Next Gen Eu – ha spiegato ai parlamentari – prevede che almeno il 20% dei fondi destinati agli Stati membri sia destinata all’innovazione digitale, si tratta di 40 miliardi per l’Italia, ma la cifra sarà nettamente superiore”. Per il ministro “la transizione digitale è un fondamentale cambiamento nelle nostre vite, è una grande occasione di crescita e occupazione e dobbiamo cogliere questa opportunità soprattutto per i giovani”.

Per quanto riguarda il Pnrr sono sei gli ambiti in cui verranno concentrati gli sforzi del ministero: l’ammodernare e l’ampliamento delle infrastrutture digitali in tutto il Paese; il servizio cloud computing; la piena efficienza ed usabilità dei dati della Pubblica amministrazione; l’accesso ai servizi; la sicurezza; la competenza delle persone.

Altro punto centrale del programma è “potenziare la banda ultralarga”, che per Colao è “essenziale per assicurare la modernizzazione del Paese”. Per questo il Ministero vuole incrementare “gli investimenti previsti originariamente”.

E poi ci sono le reti 5G il cui “rapido sviluppo”, secondo il ministro va favorito” con investimenti, per “assicurarci di cogliere appieno la rivoluzione del 5G e dalla banda ultra larga mobile”. “Sarebbe economicamente penalizzante – ha aggiunto – e io credo anche socialmente inaccettabile se realtà produttive e lavorative che operano in zone meno centrali del nostro Paese non potessero accedere alle opportunità di automazione e remotizzazione a bassa latenza che queste tecnologie consentono”.

Le riforme – Per il ministro dell’innovazione tecnologica e della transizione digitale sono tre le riforme necessarie su cui lavorerà al ministero: “La prima riguarda un diverso modo di acquistare beni e servizi informatici, che sia più veloce, la seconda una creazione di una struttura di supporto alla trasformazione digitale, la terza il rafforzamento delle competenze digitali della Pubblica amministrazione”. E poi il fascicolo sanitario elettronico e la scuola, con “l’impulso alle discipline scientifiche”.

Il tutto per un obiettivo molto facile a dirsi ma difficile a farsi: “Digitale per una vita più facile, più sana, più inclusiva e per un’Italia più forte nel contesto internazionale”.

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