“Report”: grande giornalismo d’inchiesta oppure…

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La puntata di “Report” sulla trattativa stato mafia andata in onda lunedì scorso in prime time su Rai3 ha fatto il pieno di share e di apprezzamenti. Ma – e non è certo una novità – non sono mancate le polemiche e le accuse di giornalismo spazzatura e propaganda. A Corrado Augias, per esempio, che ne ha scritto su la Repubblica, è piaciuta parecchio: “Un esempio di grande giornalismo investigativo. Bisogna darne atto agli autori Paolo Mondani e Giorgio Mottola, a Sigfrido Ranucci e a Rai3 che ha mostrato che cosa voglia dire continuare a fare — nonostante tutto — servizio pubblico”.

È piaciuta meno ai legali del Cavaliere: “Riportate come se fossero acclarate e veritiere affermazioni e indicazioni destituite di ogni fondamento e in molti casi palesemente inverosimili riguardanti il Presidente Berlusconi”. “Altresì – sottolineano i legali dell’ex premier – non si è dato conto che anche le asserite novità, che non lo erano affatto, provenivano da soggetti già valutati come totalmente inattendibili in sentenze definitive. Inoltre non si è dato minimamente rilievo se non con un accenno, alle puntuali argomentazioni che si erano fatte pervenire proprio alla redazione di Report in risposta a loro precise domande”.

E c’è chi, come il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, annuncia battaglia in Parlamento. “Ci chiediamo – scrive su Il Riformista – e lo faremo con un dettagliato question time in Vigilanza Rai, se una trasmissione del servizio pubblico radiotelevisivo, pagata dai contribuenti, di cui il conduttore è vicedirettore di rete senza altre deleghe, possa fare politica, intervenendo in maniera brutale senza alcuna vera novità, censurando i rilievi sulla ottantaseiesima vittima e dando una replica ridicola agli avvocati di Berlusconi sulla vicenda dei rapporti mafiosi”. Fu vera gloria? Ai posteri, e ai giudici, l’ardua sentenza…

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