Reporter Senza Frontiere: “Nel 2021 uccisi 39 giornalisti”

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Il sito di Reporters Sans Frontieres

Sono dati decisamente allarmanti quelli diffusi da Reporter Senza Frontiere. Secondo quanto dichiarato al Tribunale permanente dei popoli da Christophe Deloire, segretario generale di RSF, nel decennio scorso sono stati uccisi nel mondo ben 990 tra giornalisti e membri degli staff dei mezzi di comunicazione, a causa del loro lavoro. Situazione che non sembra peraltro volgere al miglioramento, considerato che nel 2021 sono stati assassinati già 39 giornalisti.

Come sottolineato da Deloire, le zone più pericolose per i professionisti dell’informazione restano quelle mediorientali come l’Afghanistan, l’Iraq e la Siria, dove i particolari assetti di potere portano, di fatto,  al mancato rispetto della libertà di stampa. Ad aggiungersi sono però anche Paesi apparentemente  meno “sospettabili”, in cui al momento non sono in corso guerre interne. Basti pensare al Messico, dove dal 2015 ad oggi si contano 62 giornalisti uccisi, oppure l’India a quota 24 e le Filippine a quota 17. Non esente dal triste conteggio anche l’Unione Europea, dove dal 2015 si registrano 14 giornalisti assassinati, tra cui gli 8 dipendenti di Charlie Hebdo deceduti nel tragico attacco terroristico di Parigi.

E a lasciare ancor più amarezza è il fatto che molti dei delitti di questo tipo, anche a distanza di decenni, siano rimasti ancora impuniti, a causa di indagini approssimative o, molto spesso, della mancanza di una reale volontà di scoprire cosa si nasconde sotto ciò su cui le vittime stavano indagando.