Repubblica. Molinari cambia le abitudini: mattina più produttiva in nome del digital first

0
986
Maurizio Molinari da un anno alla direzione di La Repubblica - Foto da streaming

È iniziata oggi, 10 maggio, la nuova vita dei giornalisti di Repubblica. Dopo un anno “di studio” il direttore Maurizio Molinari ha dettato la nuova organizzazione del lavoro in redazione che mette al centro i contenuti, le notizie, e non “le due piattaforme – cartacea/digitale – di pubblicazione”.

Digital First – In buona sostanza l’idea di Molinari, contenuta in un lungo ordine di servizio, è quella di eliminare le distinzioni tra il lavoro per il giornale di carta e quello per il web, unificando le due piattaforme, e spostare l’asse produttivo verso la mattina, in linea con le esigenze del modello “digital first”. Il nuovo modello organizzativo comporta l’abbandono delle storiche abitudini lavorative che hanno da sempre scandito il lavoro in redazione, che vedeva la maggiore attività nel pomeriggio fino alla chiusura della tarda sera. Una organizzazione che non tiene conto del nuovo panorama dell’informazione in cui le prime ore del mattino (7-11) “sono decisive non solo per una corretta e tempestiva individuazione dei temi della giornata – si legge nell’ordine di servizio inviato ai redattori -, ma anche per imporre una nostra agenda che dia centralità e assicuri traffico alla nostra informazione digitale”. Così la prima riunione del mattino, riservata alle figure con ruolo decisionale, viene anticipata alle 8 del mattino per stabilire i temi della giornata. A cascata vengono anticipate anche la riunione generale dalle 10,30 alle 9,30, che svilupperà i temi di quella delle 8, e quella tra direzione centrale e i desk, che sarà anticipata dalle 15,30 alle 13.00. Il tutto porterà alla chiusura del giornale cartaceo anticipata alle 21,30. Insomma per molti giornalisti di Repubblica la nuova organizzazione si tradurrà una sveglia anticipata anche se l’organizzazione dei desk rimarrà su due turni. Non avranno turni, invece, i giornalisti con “mansioni di scrittura” (compresi i corrispondenti e gli inviati non in trasferta) i quali avranno un’organizzazione del lavoro flessibile e dovranno dare manforte ai colleghi del desk scrivendo su richiesta pezzi, ma anche notizie, “per evitare di trasferire sui desk l’onere della redazione di breaking news”. Il tutto senza comunque superare le 10 ore per turno come previsto dal Contratto nazionale.

Obiettivo abolire tempi morti – In questo modo, Molinari punta ad eliminare “ciò che resta di una organizzazione del lavoro, fondamentalmente e storicamente tarata sui flussi produttivi della carta, che ancora ingessa, anche psicologicamente, alcune delle nostre routine quotidiane. E che ancora, indistintamente, continua a produrre, sia nei desk che nei colleghi con mansioni di scrittura, dispendio di risorse, ridondanze, tempi morti, burocratizzazione e pigri automatismi nella ideazione e produzione dei nostri contenuti”. Per Molinari si tratta di “una esperienza da start up, una sorta di rinascita”. Un esperimento molto complesso da portare avanti che non sarà tutto rose e fiori.

Approfondimenti