Repubblica, nuovo Comitato di redazione. È stato molto difficile trovare candidati

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Maurizio Molinari da un anno alla direzione di La Repubblica - Foto da streaming

da Professionereporter.eu Riccardo Liguori, desk Politico, Roberto Mania, esperto di sindacato, Salvatore Mannironi, repubblica.it, Francesca Savino, redazione di Bari e Andrea Montanari, redazione di Milano, sono i componenti del nuovo Comitato di redazione di Repubblica. I primi tre sono prepensionandi e dovranno trattare assieme agli altri due proprio il piano che prevede 50 prepensionamenti.

I sei “saggi”, incaricati dalla redazione di trovare i candidati per il nuovo Comitato di redazione, avevano incontrato molte difficoltà.

Tanto che alla fine, per mettere insieme un numero adeguato a una competizione, avevano inserito nella “rosa” due dei saggi stessi, Liguori e Foschini, uno poi eletto, l’altro no. Si tratta dell’ennesima conferma della decadenza di un ruolo almeno fino a dieci anni fa molto importante e perfino prestigioso, quello dei rappresentante sindacale nei mezzi di informazione. Con la crisi, i membri del Cdr sono diventati sempre di più fragili, stretti fra le richieste di tagli delle Aziende e le insoddisfazioni crescenti dei colleghi. E in tutti i giornali, tv, radio è diventata un’impresa trovare persone disponibili ad assumere la responsabilità di entrare nei Cdr.

Appello a vuoto – Il nuovo Cdr di Repubblica è stato eletto venerdì 3 settembre, attraverso una piattaforma via mail. Nei giorni scorsi i saggi (Livini, Conte, Ginori, Assante, oltre a Liguori e Foschini) avevano inviato alla redazione un appello a farsi avanti, che non ha registrato particolare successo.

Dunque la griglia dei candidati per il Comitato di redazione era così formata:

Per la redazione nazionale: Agnese Ananasso, Giuliano Foschini, Riccardo Liguori, Roberto Mania, Salvatore Mannironi.

Per le redazioni locali: Francesca Savino, Andrea Montanari. Sette candidati per cinque posti.

Dimissioni tempestose – Gli ultimi due Cdr di Repubblica si sono dimessi in circostanze tempestose. Il primo poco dopo l’arrivo alla direzione di Maurizio Molinari, nel maggio 2020. Dimissioni seguite al rifiuto del nuovo direttore di pubblicare un comunicato di protesta su come il giornale aveva trattato la vicenda del prestito con garanzia pubblica di 6,3 miliardi di euro alla Fca, controllata da Exor come Gedi, proprietaria del giornale. Il secondo Cdr si è dimesso all’inizio di agosto 2021 in seguito a una spaccatura interna sulla trattativa su 50 prepensionamenti, ancora non conclusa. Sullo sfondo, il presunto conflitto d’interesse dei membri del Cdr prepensionandi.

Intanto, un’altra questione ha fatto discutere. L’annunciato arrivo, come collaboratore in Cronaca di Roma, di Fernando Maria Magliaro, che viene dal Tempo e dal Giornale e ha lavorato nell’ufficio stampa del sindaco Alemanno. Magliaro si era distinto negli ultimi anni per le informazioni sullo stadio della Roma che si sarebbe dovuto costruire a Tor di Valle. Il 31 agosto ha annunciato sui social il suo addio al Tempo e l’inizio di una “nuova avventura” a Repubblica. La notizia è uscita su alcuni organi di informazione, ha suscitato commenti e critiche e la direzione, per evitare polemiche, ha sospeso tutto.

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