Repubblica: “Sostituzioni per maternità, il direttore faccia un’inchiesta sul suo giornale”

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Maurizio Molinari da un anno alla direzione di La Repubblica - Foto da streaming

Il Comitato di redazione de la Repubblica torna a protestare per la mancata sostituzione delle colleghe in maternità. E invita il direttore Maurizio Molinari a promuovere una campagna giornalistica per denunciare quanto avviene nell’Azienda del giornale che dirige. Visto, tra l’altro, che si è sempre dichiarato favorevole alle sostituzione delle colleghe in maternità.

In mancanza di queste risposte il Cdr è pronto a interrompere le relazioni sindacali e ad avviare azioni di lotta.

Tre settimane – Il Cdr, che aveva chiesto le sostituzioni e le assunzioni previste dei precari, alza i toni della trattattiva. E’ stato convocato dalla direzione solo lunedì 27 giugno e sottolinea che “dopo tre settimane di attesa non è arrivata ancora nessuna vera risposta alle richieste e a tanti temi sollevati dall’Assemblea dei giornalisti di Repubblica. Nessuno degli argomenti affrontati nell’ultimo incontro con il direttore ha avuto seguito”.

In attesa del ministero – Chiede dunque alla direzione un immediato intervento, a partire dalla questione maternità: “La Fnsi ha più volte ribadito che anche in regime di prepensionamenti è possibile sostituire le colleghe assenti per maternità, ma l’Azienda continua a sostenere che attende il parere del ministero, che dopo mesi ancora non arriva. Il direttore Maurizio Molinari ha sempre detto di essere favorevole alle sostituzioni delle colleghe in maternità”. Viene quindi invitato “a prendere una chiara e decisa posizione su questa vicenda e ad avviare una campagna giornalistica per denunciare quanto sta accadendo, sia nel perdurare della mancanza di una risposta, sia qualora arrivi un parere negativo da parte del ministero del Lavoro”.

Il Cdr inoltre sollecita l’avvio dei tavoli per un rilancio del giornale e per trovare soluzioni rapide per stabilizzare il maggior numero possibile di precari storici. Denuncia inoltre la situazione di costante difficoltà di tutti i settori del giornale, a fronte della riduzione dell’organico.

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